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Dalla Federazione europea delle costruzioni il Manifesto BIM

La FIEC (Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni) ha pubblicato il proprio Manifesto sul Building Information Modelling (BIM). Nel Manifesto, al quale l’Ance ha attivamente contribuito e che verrà usato dalla Federazione europea per le azioni di lobby nei confronti delle varie istituzioni e dei vari attori a livello europeo, la FIEC chiede di riconoscere che il settore delle costruzioni rappresenta un pilastro importante della strategia “Industria 4.0” e che il BIM rappresenta un elemento centrale di questa strategia nella sua applicazione al settore.

Più in generale, l’obiettivo del Manifesto FIEC sul BIM è duplice:
- promuovere un’industria delle costruzioni digitale protagonista nello sviluppo di concetti e politiche quali le smart cities e le smart homes;
- aumentare la produttività, la competitività, la soddisfazione dei clienti e l’immagine del settore.

Secondo quanto indicato nel documento, la trasformazione digitale del settore deve essere promossa sia attraverso un approccio top down, facilitato dall’UE e dai Governi nazionali attraverso politiche e investimenti e di finanziamento, che attraverso un approccio bottom up, guidato dalla stessa industria delle costruzioni, e non imposta da altri attori.

Il documento FIEC ricorda anche i vantaggi dell’utilizzo del BIM e le prospettive di utilizzo dello strumento: il BIM si basa sulla collaborazione e la condivisione di dati lungo tutta la catena di valore del settore delle costruzioni; l’uso ideale del BIM comporta inoltre un accesso senza limitazioni alle informazioni e alle banche dati più aggiornate sui prodotti e la piena compatibilità dei software usati da ciascun partecipante; l’uso del BIM permette di intervenire in tutte le fasi del ciclo di vita di un progetto, dalla prima idea fino al completamento dei lavori e anche dopo, nella gestione, demolizione, riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione, e consente di ottenere una migliore qualità delle costruzioni; il BIM diventerà un requisito standard per molte opere pubbliche, in particolare quelli più grandi, in Europa.