L’Ance indica al Senato la via per la ricostruzione

Nei giorni scorsi l’Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, è stata sentita dal Senato nell’ambito dell’esame del DL 55/2018 recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016” (DDL 435/S).

Il Direttore Generale, Dott. Massimiliano Musmeci, che ha guidato la delegazione associativa, ha evidenziato in premessa come, a quasi due anni dal primo sisma che ha devastato il Centro Italia, il quadro normativo risulti molto articolato e complesso, (56 ordinanze commissariali, e un numero altrettanto grande di ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile) e stenti a produrre risultati concreti in termini di ricostruzione.

I numeri della ricostruzione privata sono ancora molto bassi, nonostante si registri un’accelerazione negli ultimi mesi. Ad esempio, nella provincia di Macerata, la più colpita dagli eventi sismici, nella prima decade di maggio risultavano presentate all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione 1726 pratiche di cui 1630 riferite ai danni lievi, 31 riferite alle attività produttive e 65 riferite ai danni gravi. Solo 296 domande per danni lievi, pari al 18% di quelle presentate, hanno ottenuto il decreto di concessione del contributo. Nessuna pratica per le attività produttive ha ottenuto il finanziamento, mentre sono solo 9 le pratiche per danni gravi al momento chiuse.

Sulle difficoltà di avvio della ricostruzione ha pesato l’eccessiva complessità delle procedure. Le continue modifiche alle ordinanze, anche se necessarie a rispondere a problematiche reali, hanno creato incertezze e un allungamento dei tempi di istruttoria delle pratiche dovuto alla necessità di un costante aggiornamento delle procedure.

Ciò rende urgente un’azione di armonizzazione delle ordinanzenonché l’adozione di linee guida che possano aiutare i soggetti danneggiati e gli operatori (imprese e progettisti) a districarsi tra le ordinanze commissariali.

Musmeci ha, quindi, illustrato alcune proposte di semplificazione in grado di accelerare il processo di ricostruzione:
- possibilità, in caso di unità strutturali con più immobili con danni lievi, di presentazione del progetto relativo alle singole unità immobiliari con asseverazione da parte del professionista incaricato del solo intervento locale;
- posticipo, in considerazione dei ritardi nella presentazione delle domande per danni lievi, del termine previsto per la presentazione della documentazione richiesta per gli interventi di immediata esecuzione;
- anticipo delle spese da parte del soggetto beneficiario del contributo, dando concreta attuazione alla possibilità prevista dalle norme del DL 189/2016 e definendo le modalità da seguire per il rimborso delle spese già anticipate dai soggetti beneficiari;
- precisazione, a livello normativo, della compatibilità tra la detrazione spettante per interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici (cd. Sismabonus) ed eventuali contributi pubblici erogati per la ricostruzione, o il ripristino di edifici colpiti, da eventi sismici, con riferimento alle sole spese eccedenti l’ammontare del contributo ottenuto e nella misura in cui siano effettivamente rimaste a carico del contribuente. In tal modo, si consentirebbe di accelerare l’avvio di numerosi interventi attualmente bloccati dall’incertezza normativa sulla copertura finanziaria delle spese necessarie alla realizzazione degli interventi.