Liguria: approvata la riforma dell’edilizia residenziale pubblica

Da oggi i liguri e gli italiani sono al centro delle politiche di edilizia residenziale pubblica. Questa riforma garantisce più investimenti, più equità, più giustizia, più case e più facilità di accesso a chi davvero ha bisogno di un alloggio pubblico, in modo da evitare sprechi e inefficienze. I nuovi criteri di assegnazione delle case Erp sono legge regionale”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo l’approvazione in Consiglio regionale della riforma sui criteri di assegnazione degli alloggi pubblici.

“Questa è una riforma vera, coraggiosa, moderna, dinamica e al passo con i tempi che stiamo vivendo - aggiunge l’assessore all’Edilizia, Marco Scajola -. È un primo passo importante che apre le maglie dell’edilizia pubblica a una serie di soggetti in difficoltà che prima erano esclusi dai bandi per l’assegnazione degli alloggi: in primis gli italiani, coloro che risiedono da più anni in Liguria, gli anziani, i portatori di handicap, le famiglie con malati terminali a carico, le giovani coppie, i genitori separati, le madri sole con figli, solo per citarne alcuni. Queste persone rappresentano un mondo che fino ad oggi non aveva avuto risposte concrete dalle Istituzioni”.

I punti principali della riforma
- Vendita di immobili di pregio inutilizzati per recuperare risorse da destinare a programmi di costruzione, acquisto e recupero di alloggi pubblici;
- Bando per assegnazione degli alloggi ogni due anni;
- Principali requisiti per l’accesso agli alloggi: per gli stranieri residenza da 10 anni sul territorio nazionale; per tutti da 5 anni nel bacino di utenza del Comune che emana il bando; assenza di condanne penali passate in giudicato ad eccezione di coloro che hanno concluso un percorso di riabilitazione;
- Il 50% degli alloggi sarà destinato a nuclei familiari sotto la soglia di povertà assoluta; l’altro 50% a nuclei familiari in possesso dei requisiti o altri soggetti ‘fragili’ (anziani ultra 65enni; nuclei familiari con disabili o malati terminali a carico; giovani coppie con età non superiore a 40 anni con figli; appartenenti alle forze dell’ordine; nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di rilascio; genitori separati o divorziati; persone sole con minori; nuclei familiari in condizioni abitative improprie);
- L’atto convenzionale ha durata di 8 anni, rinnovato alla scadenza previa verifica del mantenimento dei requisiti per la permanenza;
- Il superamento del parametro dell’Isee del nucleo familiare per cinque anni consecutivi determina la decadenza dei diritto;
- Entro sei mesi da entrata in vigore della legge gli enti gestori devono adottare un sistema di pronto intervento, ascolto, intermediazione sociale dell’utenza per garantire una risposta tempestiva a problemi di manutenzione, sicurezza e vivibilità dei quartieri.