Mutui: ecco le scelte delle famiglie che comprano casa

di Marco Zibetti
Nel 2025 è cresciuto l’importo medio dei mutui richiesti fagli italiani. É solo una delle informazioni contenute nell’interessante analisi che vi proponiamo oggi

I mutui continuano a rappresentare uno strumento fondamentale per chi desidera acquistare un’abitazione. Ma come stanno cambiando le esigenze e le scelte degli italiani? Dalla tipologia di tasso preferita agli importi richiesti, fino alla durata dei finanziamenti, l’analisi realizzata da Kìron Partner offre uno spaccato interessante sull’andamento del mercato creditizio nel 2025 e sulle tendenze che stanno caratterizzando il settore.
Per tracciare un quadro aggiornato del comparto ipotecario, Kìron Partner, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha esaminato i mutui erogati attraverso le reti Kìron ed Epicas nel corso del 2025, prendendo in considerazione finalità del finanziamento, tipologia di tasso, durata e importo medio.
L’acquisto della prima casa si conferma di gran lunga la principale ragione che spinge alla richiesta di un mutuo, con una quota pari al 92,1% del totale. Le operazioni di sostituzione e surroga incidono invece per il 4,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2024. Più contenuti gli altri impieghi: l’acquisto della seconda casa raggiunge l’1,9%, mentre costruzione e ristrutturazione si fermano allo 0,8%. I finanziamenti destinati a ottenere liquidità rappresentano lo 0,7%, mentre il consolidamento dei debiti pesa per lo 0,2%. Rispetto all’anno precedente, la quota destinata alla prima abitazione registra una lieve flessione dello 0,7%.

Mutui: tipologie di tasso, durata dei finanzamenti e importi medi

Sul fronte delle tipologie di tasso, il fisso resta nettamente la soluzione più scelta dai mutuatari, raccogliendo il 91,8% delle preferenze. Tuttavia, rispetto al 2024 emerge una leggera contrazione, pari al 3,2%. Cresce invece l’interesse verso il tasso misto, che raggiunge il 6,2% del mercato e registra un incremento del 2,7% su base annua. Le altre formule mantengono un peso marginale e sostanzialmente stabile.
Per quanto riguarda la durata dei finanziamenti, il dato medio nazionale sale a 26,8 anni, contro i 26,6 del 2024. La fascia più diffusa è quella compresa tra 26 e 30 anni, scelta dal 64,8% dei mutuatari. Seguono i finanziamenti tra 21 e 25 anni, che rappresentano il 17,8% del totale. L’11% opta per durate comprese tra 16 e 20 anni, mentre il 6,4% sceglie piani di rimborso tra 10 e 15 anni.
In crescita anche l’importo medio erogato, che nel 2025 raggiunge i 128.100 euro rispetto ai 119.400 euro rilevati l’anno precedente. La fascia più rappresentata è quella tra 100.000 e 150.000 euro, che coinvolge il 38,7% dei finanziamenti concessi. Il 33,6% dei mutui si colloca invece tra 50.000 e 100.000 euro, mentre il 17,5% riguarda importi compresi tra 150.000 e 200.000 euro. Le erogazioni superiori a 200.000 euro rappresentano l’8,4% del totale, mentre quelle inferiori a 50.000 euro si fermano all’1,7%.


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