1. Home
  2. Notizie e Mercato
  3. 2.100 MW installati con il fotovoltaico: crescita del 192% rispetto al 2009

2.100 MW installati con il fotovoltaico: crescita del 192% rispetto al 2009

Energie rinnovabili di

"Il settore fotovoltaico registra continui incrementi come emerge dal nostro ultimo Solar Energy Report, secondo cui in Italia l’anno scorso sono stati installati 2.100 MW, con una crescita del 192% rispetto al 2009. In aumento anche il numero di imprese attive nel settore (+13%), che si attesta a 800, e l’occupazione: il comparto, infatti, dà oggi lavoro a 18.500 addetti (oltre 50.000 se si considera anche l'indotto)". È quanto ha dichiarato Vittorio Chiesa dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano in occasione di un convegno che si è tenuto nell'ambito di EnerSolar+ 2011, l’evento dedicato alle energie rinnovabili che prosegue fino a sabato 19 novembre a fieramilano, Rho.

In questo contesto, è stato presentato anche "L’Irex Annual Report 2011" sull’andamento del comparto fotovoltaico nel 2010, che contiene alcune anticipazioni sull’anno in corso. "Dal nostro studio emerge che le strategie degli operatori stanno cambiando - ha spiegato Alessandro Marangoni di Althesys - Le operazioni che coinvolgono l’utilizzatore industriale/commerciale sono passate dal 6% del 2010 all’11% nel 2011 e, nell’anno in corso, gli investimenti hanno superato i 2,8 miliardi di euro. È significativo rilevare, inoltre, che le imprese italiane iniziano a investire all’estero (nel 2011 le operazioni sono state del 4%, contro solo l’1% dell’anno precedente) per ridurre il rischio Paese e approfittare di tariffe più incentivanti. Per migliore la competitività, in Italia il settore si sta concentrando velocemente e le aziende puntano a diversificare il proprio business. In prospettiva, l’auspicato raggiungimento della grid parity nel 2013 potrebbe ulteriormente cambiare le dinamiche del comparto, con nuove prospettive interessanti soprattutto per il Sud Italia, qualora l’attuale legislazione dovesse rimanere inalterata".

Si è svolta, inoltre, una tavola rotonda dedicata alla possibilità di realizzare in Italia una filiera completa del fotovoltaico, moderata da Davide Chiaroni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha detto: "Secondo le nostre stime, nel 2008 le imprese italiane del fotovoltaico erano circa 630 (senza contare gli operatori e i professionisti coinvolti nelle attività di installazione degli impianti a livello locale) e su 1,1 miliardi di euro di volume d'affari complessivo, in Italia potevamo contare su una marginalità di circa 180 milioni di euro, il 28% di quella generata da tutto il settore. Il restante 72% era appannaggio di imprese straniere, molte delle quali avevano allora solo qualche ridotta sede commerciale nel nostro Paese. Nel 2010, la marginalità assorbita dalle imprese italiane è cresciuta al 42% del totale generato (salendo al 72% se si considerano anche gli stranieri, che però hanno una sede operativa in Italia) in un mercato che è 'esploso’. Una crescita decisamente impressionante che però può essere fragile - ha proseguito Chiaroni - Lo scenario sta cambiando, con il crollo dei prezzi del silicio e dei moduli con l'accresciuta concorrenza dei produttori asiatici. È quindi necessario stimolare il dibattito su quali sono le effettive possibilità per le imprese italiane delle fasi più 'a monte’ della filiera di crescere e svilupparsi, giocando la loro partita sul mercato globale".

Si è svolta anche la prima giornata del corso di formazione di Ises Italia dedicato alla progettazione, autorizzazione e realizzazione di impianti di minieolico. In questo contesto, è stato sottolineato come il settore degli impianti minieolici (turbine di potenza fino a 100 kW), finora poco sfruttato, abbia notevoli possibilità di crescita soprattutto perché può riferirsi a piccole utenze civili e industriali, e anche a utenze di tipo agricolo. Questi impianti di piccola taglia hanno il pregio di un avere un basso impatto visivo ed ambientale e, quindi, potrebbero essere utilizzate anche in aree di interesse naturale o soggette a vincoli di protezione. Per poter usufruire di incentivazioni - è stato sottolineato - è però necessario partire da una corretta informazione di base sulla risorsa da sfruttare, sulla tecnologia e sulle norme di autorizzazione. È inoltre importante una corretta impostazione progettuale per poter giungere rapidamente all’autorizzazione dell’impianto e alla sua realizzazione.

Nell’ambito di Greenergy Expo, evento che fa parte di EnerSolar+ 2011, si è parlato della filiera bosco-legno-energia, che rappresenta l'opportunità per creare un tavolo congiunto tra mondo delle imprese, enti locali e centri di ricerca per sviluppare e incrementare l'uso e la trasformazione di legname locale. In particolare, sono state presentate le esperienze di cinque regioni "pioniere" di questa esperienza sul territorio nazionale: Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Toscana.

"I boschi da sempre hanno creato lavoro, occupazione e reddito, nonostante negli ultimi decenni si sia assistito a un progressivo abbandono della loro cura - ha dichiarato Walter Righini, presidente di Fiper, (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) - Gestire il patrimonio forestale è un’attività di interesse generale, fare la manutenzione al manto boschivo un’azione puntuale, da pianificare annualmente, che richiede competenza e risorse economiche da impiegare.
In quest’ottica, il Patto filiera bosco legno energia siglato da diversi imprenditori, enti locali e centri di ricerca per sviluppare la trasformazione di legname è il primo passo per stabilire una strategia comune per aumentare l’utilizzo e la trasformazione del legno a fini energetici proveniente dalla crescita e dalla pulizia annuale dei boschi. A titolo d’esempio lincremento corrente dei boschi lombardi è di tre milioni di metri cubi l’anno mentre la quantità tagliata corrisponde a 500mila metri cubi l’anno, pari a circa il 18%. Ricordo che l’importanza del bosco supera largamente il significato produttivo grazie al valore ecologico, naturalistico e alla capacità di proteggere dall’erosione che riveste nell’ecosistema alpino e appenninico".

Dall’incontro è emerso, tra l’altro, come sia da sfatare l’opinione diffusa che utilizzare i boschi per ricavarne legna significhi distruggerli. Una buona gestione forestale consente, invece, di ricavare legna e preservare gli aspetti ambientali, oltre ad avere ricadute occupazionali sul territorio. Questo vale a maggior ragione in un Paese come il nostro, in cui circa il 50% della superficie forestale nazionale - pari a 10 milioni di ettari - è coperta da boschi cedui, che producono appunto legna da ardere in impianti termici.

Nell’ambito di Greenergy Expo 2011 questa mattina è stato inoltre affrontato il tema di come sfruttare al meglio le energie primarie con la cogenerazione. A riguardo, Carlo Belvedere, segretario generale di Ascomac, la Federazione nazionale commercio macchine, ha dichiarato: "L’efficienza energetica, unitamente al risparmio energetico, coniugati con l’utilizzo delle fonti rinnovabili per la generazione di energia e con l’uso e il consumo di energia generata da fonti rinnovabili, rappresentano un'importante occasione di sviluppo economico, sociale e responsabile, di creazione di un nuovo mercato sostenibile, di nuove professioni e professionalità. Alla cogenerazione, tecnologia ad alta efficienza, l’Europa attribuisce a partire dal Piano di efficienza energetica e in diverse Direttive comunitarie una grande importanza in termini di efficienza energetica diffusa nel territorio e rivolta a una pluralità di clienti finali. In Italia - ha proseguito Belvedere - pur con l’ormai consueto puntuale ritardo, si sta definendo il quadro normativo e regolatorio sulla cogenerazione in materia di iter autorizzativo, accesso alla rete, regime di sostegno. La cogenerazione è una tecnologia trasversale, sia per uso di combustibili - rinnovabili e fossili - sia intersettoriale: basti pensare alle grandi potenzialità nei settori residenziale e terziario, energivori quanto, se non più, dell'industriale. E, d’altronde, non potrebbe essere diversamente in un'economia dei servizi".

Per lo sviluppo della cogenerazione è però necessaria una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, come ha evidenziato Sergio Dotti, presidente di Cogena, l’Associazione Italiana per la Promozione della Cogenerazione. "Malgrado la consapevolezza diffusa che l'efficienza energetica fatta anche con impianti di cogenerazione sia una condizione inderogabile per rispettare i parametri imposti dall'Europa e sottoscritti dall'Italia, ancora oggi assistiamo a un generale disinteresse delle istituzioni - ha affermato Dotti - Normative quasi fuori tempo massimo, iter autorizzativo complesso e ridotto sconto delle accise sul combustibile per gli impianti più efficienti sono solo alcuni degli aspetti che ostacolano la diffusione degli impianti di cogenerazione nel nostro Paese".