A Perugia e Foligno il Festival per le città accessibili

Quattro giorni di incontri, approfondimenti, esibizioni artistiche, presentazioni incentrate sul tema e sull’obiettivo della promozione dell’accessibilità a 360 gradi, intesa non solo nell’accezione tradizionale di eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche come miglioramento dell’inclusione economica, culturale, sociale. Dal 25 al 28 ottobre prossimi, in diverse sedi tra Perugia e Foligno, si terrà la quinta edizione delFestival per le città accessibili, promosso dall’associazione omonima e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica.

Giorgio Raffaelli, presidente dell’associazione Festival per le città accessibili, spiega gli obiettivi dell’evento: “Perché spendere energie per un Festival per le Città Accessibili? Associazioni e attivisti per i diritti delle persone con disabilità da tempo hanno fatto proprio il motto ‘nulla su di noi senza di noi’, ma forse è tempo di rovesciare questo slogan. Come scriveva una vecchia pubblicazione del Comitato Unitario Handicappati di Genova, ‘handicappati non solo si nasce ma si diventa’. Anni dopo l’ICF ha dato valore scientifico a questa affermazione: è l’interazione tra l’individuo, l’ambiente e la comunità a produrre la salute o meno di una persona. Dunque la verità è che chiunque in qualsiasi momento può diventare ‘disabile’. Abilità e sensi cambiano con lo scorrere degli anni, l’orizzonte di bambine e bambini ingigantisce luoghi e oggetti, da anziani si allungano le distanze, affievoliscono risorse fisiche, sensi e reazioni. Leggi e norme prescrivono senza equivoci che luoghi e città non possono generare discriminazioni, ma poi l’ingresso per le persone disabili è altrove, l’allarme dell’ascensore non sa parlare ai sordi, un cieco non può leggere la bolletta del gas, e così via.  E allora non basta ‘nulla su noi senza di noi’. La città accessibile non è un abaco, una quota, una pendenza, è un modo di vedere. È spendere competenze e ruoli uscendo dai nostri abiti, progettare e agire con altri occhi e altri sensi: ‘nulla per noi senza di voi’, perché l’appar(ten)enza inganna!”.

Raffaelli conclude citando il sottotitolo della quinta edizione del Festival, che è dedicata alla memoria di Luigi Bandini Buti, recentemente scomparso, che è stato tra i fondatori del Progetto pilota dell’Istituto Nazionale di Urbanistica “Città accessibili a tutti” nel 2016. Bandini Buti era uno dei principali esponenti dell’ergonomia italiana negli anni Settanta del secolo scorso, in seguito importante esperto dell’accessibilità per tutti. Ha assunto anche la presidenza di Design for All Italia, l’approccio progettuale che pone la persona al centro degli interventi, considerando la diversità una risorsa.

Proprio il progetto “Città accessibili a tutti” dal 2016 raccoglie esperienze e progettualità sul tema della promozione dell’accessibilità a 360 gradi in vista della redazione e della presentazione, al Congresso Inu che si terrà nel prossimo aprile, delle Linee guida per le politiche integrate per le città accessibili. L’organizzazione del Festival umbro è tra i punti salienti del programma di lavoro di “Città accessibili a tutti”. Iginio Rossi, che coordina il progetto, ricorda una delle iniziative che sarà al centro del programma del Festival per le città accessibili: “Il venerdì pomeriggio si svolgerà al Centro Studi di Foligno dalle 14,30 alle 17,30 un seminario, promosso dall’Inu con Cerpa Italia Onlus, nel quale diverse esperienze realizzate nelle Marche, Lazio, Toscana e Umbria inerenti l’accessibilità a 360° si confronteranno sugli ambiti delle politiche, dei progetti e della promozione. Alla base di tutti viene posta la formazione congiunta tra amministratori, tecnici comunali e professionisti che la Scuola Umbra condurrà nei prossimi mesi e che permetterà di avviare un importante percorso di sensibilizzazione. Ciò consentirà di realizzare interventi riguardanti il miglioramento dell’accessibilità di città e territori nei settori della cultura, dei servizi e del turismo”.