Abusi edilizi: ecco i numeri del fenomeno lungo le coste

di Marco Zibetti
Mare italiano sotto pressione: un dossier fotografa il fenomeno delle illegalità lungo le coste tra abusi edilizi, inquinamento, pesca di frodo e violazioni

Le coste italiane continuano a essere sottoposte a una forte pressione. Dietro la bellezza del mare e dei litorali si nasconde infatti un insieme di fenomeni che mette a rischio ambiente, territorio e legalità. Tra gli aspetti più critici emergono anche gli abusi edilizi, accanto a inquinamento, pesca illegale e violazioni delle regole sulla navigazione. A fotografare la situazione è la 28ª edizione di Mare Monstrum, il dossier che analizza le attività di contrasto svolte nel 2025 lungo le 15 regioni costiere e nelle 61 province affacciate sul mare.

I dati del 2025

Nel corso dell’anno sono stati accertati 20.490 reati, il 20,4% in meno rispetto al 2024. A questi si sommano 36.322 illeciti amministrativi, in calo del 10,3%. Nel complesso si contano quindi 56.812 violazioni, equivalenti a circa 156 illeciti ogni giorno e più di 6 ogni ora.
Il dato va letto considerando anche i 750.828 controlli effettuati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, diminuiti del 19,8% rispetto all’anno precedente. Le persone denunciate sono state 21.726, mentre gli arresti sono stati 93. I sequestri hanno raggiunto quota 3.267.
Sul fronte delle sanzioni amministrative ne sono state irrogate 37.680, per un valore superiore a 191 milioni di euro, in diminuzione del 58,1% rispetto al 2024.
La Campania si conferma la regione con il maggior numero di reati, con 4.002 casi, davanti a Puglia (2.599), Sicilia (2.448) e Calabria (1.929). Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra il 53,6% dei reati complessivi.

Rifiuti, cemento e pesca illegale

A guidare la classifica delle principali filiere dell’illegalità è il ciclo illegale dei rifiuti e l’inquinamento marino, con 7.317 reati, pari al 35,7% del totale. Seguono il ciclo illegale del cemento, con 6.189 reati (30,2%), la pesca illegale con 4.338 casi (21,2%) e le violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto, anche nelle aree protette, con 2.646 reati (12,9%).

Le proposte per tutelare le coste

Per contrastare questi fenomeni, il dossier presenta dieci proposte rivolte a Governo e Parlamento. Tra le priorità figurano il rafforzamento degli strumenti per demolire gli abusi edilizi, con un finanziamento di 100 milioni di euro l’anno per i Comuni, e ulteriori risorse per Procure e Prefetture.
Il documento propone inoltre di intensificare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo, prevedere sanzioni penali per chi non applica le norme sull’abusivismo, potenziare fognature e depurazione e favorire il riuso delle acque reflue e dei fanghi.
Tra gli altri interventi indicati ci sono l’attuazione della Direttiva UE 2019/883 sulla raccolta dei rifiuti delle navi, misure contro l’abbandono dei rifiuti, maggiori controlli ambientali attraverso il Sistema Nazionale SNPA e sanzioni più efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.


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