Trovare una casa in locazione continua a essere una sfida per molti italiani. Il mercato degli affitti resta al centro delle dinamiche immobiliari del Paese, tra esigenze abitative in evoluzione, domanda sostenuta e disponibilità di immobili che non sempre riesce a soddisfare le richieste. L'ultima analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa offre uno spaccato aggiornato del settore, evidenziando i principali trend che stanno caratterizzando le locazioni nelle città italiane.
Nella seconda metà del 2025 i canoni sono aumentati del 2,2% per i monolocali, del 2,3% per i bilocali e del 2,2% per i trilocali. Pur restando in territorio positivo, la crescita risulta meno intensa rispetto ai semestri precedenti, segnando una fase di maggiore moderazione dopo i forti rialzi registrati negli ultimi anni.
La domanda continua a essere sostenuta da chi incontra difficoltà nell’accesso al credito, da chi preferisce non acquistare un’abitazione e da coloro che si trasferiscono per studio o lavoro. Tra gli universitari, inoltre, si registra un aumento degli studenti stranieri attratti dall’offerta formativa degli atenei italiani.
Sul fronte dell’offerta, il numero di abitazioni disponibili resta insufficiente. A pesare sono soprattutto i timori dei proprietari legati al rischio di morosità, che in molti casi portano a lasciare gli immobili vuoti anziché immetterli sul mercato.
Anche se il fenomeno degli affitti brevi si è ridimensionato nelle grandi città, nelle destinazioni a forte vocazione turistica continua a sottrarre immobili alla locazione residenziale, contribuendo alla scarsità di offerta.
Come va il mercato degli affitti nelle grandi città?
Tra le grandi città, nel secondo semestre del 2025 Milano e Bologna registrano una flessione dei canoni. Nel capoluogo lombardo i valori hanno raggiunto livelli particolarmente elevati, con una media di 840 euro per un monolocale, 1.130 euro per un bilocale e 1.525 euro per un trilocale. Gli incrementi più marcati si rilevano invece a Genova e Palermo.
La crescita interessa anche i capoluoghi di provincia, dove i canoni salgono dell’1,9% per i monolocali, del 2,7% per i bilocali e del 2,4% per i trilocali, sebbene con ritmi più contenuti rispetto al passato.
Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, i contratti stipulati per scelta abitativa rappresentano il 59,3% del totale, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Aumenta invece il peso delle locazioni destinate agli studenti universitari, che raggiungono il 14,1%. I contratti a canone libero salgono al 39,5%, mentre quelli transitori restano sostanzialmente stabili al 33,4%.
Si allungano infine i tempi necessari per affittare un immobile nelle grandi città: servono in media 34 giorni, contro i 31 registrati dodici mesi prima.