Per chi studia lontano da casa, trovare un alloggio può diventare una delle sfide più complesse dell’esperienza universitaria. E mentre cresce il numero di studenti che scelgono atenei italiani, la domanda abitativa si trasforma. Gli affitti universitari restano quindi un segmento particolarmente vivace del mercato immobiliare, con dinamiche che vale la pena osservare più da vicino.
Secondo gli ultimi dati Miur, nell’anno accademico 2024/2025 gli studenti fuori sede erano circa 355 mila. Alla domanda proveniente dalle diverse regioni italiane si è aggiunta quella degli studenti internazionali, favorita da un’offerta formativa sempre più qualificata e attrattiva.
L’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sui contratti stipulati dalle agenzie affiliate mostra che nella seconda metà del 2025 il 14,1% delle locazioni ha riguardato studenti universitari, in crescita rispetto all’11,1% registrato nello stesso periodo del 2024.
Nelle grandi città la quota sale in media al 26,3%. Torino è il capoluogo con la percentuale più alta, pari al 50%, davanti a Firenze (37,8%), Bologna (30,6%) e Milano (29,5%).
Affitti universitari: cosa cercano gli studenti?
Sul fronte delle canoni, nella seconda parte del 2025 le richieste nelle grandi città sono aumentate del 2,2% per i monolocali, del 2,3% per i bilocali e del 2,2% per i trilocali. La crescita, tuttavia, risulta più contenuta rispetto ai semestri precedenti. A incidere è anche il ritorno sul mercato di alcune abitazioni precedentemente destinate agli affitti brevi, oltre al progressivo aumento dei posti disponibili negli studentati. A Milano e Bologna, invece, i prezzi hanno raggiunto livelli tali da rendere più difficile un'ulteriore crescita.
La vicinanza all’università continua a essere uno dei criteri principali nella ricerca, insieme alla presenza di trasporti efficienti, servizi e condizioni di sicurezza. Per gli studenti stranieri, in particolare, anche la qualità dell’abitazione assume un peso crescente.
Quanto ai contratti, quello transitorio resta la formula più utilizzata, pur scendendo dal 72,4% al 68,3%. Sale invece il ricorso al canone concordato, passato dal 5,6% al 9,8%, mentre il canone libero rappresenta il 21,9%.
Il trilocale è la soluzione più richiesta dagli studenti, con il 33,5% dei contratti, seguito dal bilocale (26,2%). I quattro locali raggiungono il 16,3%, anche perché la condivisione dell’abitazione consente in molti casi di distribuire la spesa tra più inquilini.
Un altro elemento in evoluzione riguarda la componente internazionale. Gli studenti stranieri rappresentano il 21% del totale, contro il 15,8% di un anno prima. La Lombardia concentra la quota maggiore, pari al 36,9%, confermando il crescente richiamo esercitato dagli atenei italiani nei confronti degli studenti provenienti dall’estero.