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Alla Fiera di Rimini gli Stati Generali della Green Economy

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Alla Fiera di Rimini gli Stati Generali della Green Economy
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Ecomondo e Key Energy palcoscenico di un’edizione dai temi di particolare interesse. Non mancheranno le proposte dei partiti e le opinioni degli italiani

Ecomondo e Key Energy (Fiera di Rimini, 7-10 novembre 2017) ospiteranno nelle prime due giornate di fiera la sesta edizione degli Stati Generali della Green Economy, iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 66 organizzazioni di impresa, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
 
“Le giornate di avvio delle nostre fiere dedicate alla green economy - commenta Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group che organizza l’expo - offrono una forte accelerazione aldibattito su temi che sono centrali in ogni idea di sviluppo economico e sociale. Siamo orgogliosi e grati di ospitare questo prestigioso appuntamento, che trova nel quartiere la declinazione industriale e le esperienze che concretizzano gli stimoli e gli indirizzi che i prestigiosi relatori affidano ai partecipanti”.
 
A tema, quest’anno, le sfide che la green economy italiana individua come centrali per la prossima legislatura e che, nella sessione plenaria di apertura, il 7 novembre mattina, verranno presentate nel programma per la transizione alla green economy e nella III Relazione sullo stato della Green Economy 2017.
 
Quanto sono ‘green’ i programmi dei partiti politici? Quanto i leader hanno puntato finora sull'ambiente e quanto sono disposti a farlo nella prossima legislatura? A partire da questa analisi è stata elaborata la piattaforma delle proposte di policy degli Stati Generali per la nuova legislatura e alla fiera di Rimini si terrà un confronto concreto in vista delle prossime elezioni.

Il documento contiene infatti le proposte in riferimento ai principali settori strategici per indirizzare i decisori verso scelte orientate al consolidamento e al maggiore sviluppo della green economy.
Le proposte vanno dalle energie rinnovabili al riciclo e alla raccolta differenziata nelle città, dall'auto elettrica al trasporto pubblico e condiviso, dalla qualità dell'aria al consumo di suolo.
Attraverso l'hashtag #politichegreen è già possibile partecipare al dibattito sui principali social network.
 
Il documento renderà disponibili i risultati di un'indagine sulle opinioni dei cittadini riguardo alle misure di green economy nelle città. E' abbastanza noto che le misure green godono di una certa popolarità, ma i risultati emersi dalla ricerca sono veramente inaspettati.
 
Oltre alle sessioni tematiche della prima giornata, l’8 novembre è in programma la sessione plenaria conclusiva "Europa, Cina e Usa: il futuro della Green Economy nei nuovi equilibri mondiali?”.
La mattinata sarà suddivisa in due momenti di approfondimento: uno di taglio politico e l'altro imprenditoriale, con la rappresentanza di alcune tra le più grandi aziende del panorama mondiale.

Negli Usa, il Presidente Donald Trump ha disconosciuto l'accordo sul clima sottoscritto dal suo predecessore, ma allo stesso tempo viene lanciata la US Climate Alliance, che raggruppa 15 Stati Americani che rimangono impegnati sul fronte dei target sanciti dall'Accordo di Parigi, i cui membri rappresentano più del 36% della popolazione americana.

La Cina ha ribadito il suo impegno per rispettare gli accordi di Parigi ed ha sottoscritto il proprio piano di azione al 2030 con una serie di strategie, come tagliare la propria intensità carbonica del 60-65% entro il 2030 rispetto al 2005, portare il contributo delle fonti rinnovabili e a zero emissioni al 20%, aumentare il volume dello stock forestale a 4,5 miliardi di metri cubi rispetto ai livelli del 2005.

Per l'Europa, le importanti opportunità di tornare a impegnarsi seriamente per una crescita ‘green’ arrivano dal neo eletto Presidente francese e dal suo governo.

Sarà dunque interessante ascoltare ad Ecomondo interventi e testimonianze, nel tentativo di individuare anche un punto di equilibrio fra le posizioni di Usa, Cina ed Europa.
 
Per informazioni e iscrizioni: www.ecomondo.com e www.statigenerali.org.