Le emergenze ambientali e climatiche richiedono interventi più rapidi, procedure meno complesse e risorse mirate. Va in questa direzione il nuovo decreto per l’ambiente approvato dal Consiglio dei ministri, che punta a rendere più efficace l’azione pubblica su diversi fronti. Tra le misure previste c’è anche un intervento particolarmente rilevante per uno dei territori più critici del Paese.
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto-legge “Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche”. Il testo interviene sulle procedure di valutazione ambientale, sulla gestione delle emergenze, sull’economia circolare e sulle attività di risanamento dei territori contaminati.
"Con questo decreto - sottolinea il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto - interveniamo su alcuni dei principali nodi dell’azione ambientale del Paese: vogliamo una pubblica amministrazione capace di rispondere con tempestività alle emergenze ambientali e climatiche".
Valutazioni ambientali più snelle
Il decreto riorganizza alcuni passaggi delle procedure di valutazione ambientale. Alla Commissione PNRR/PNIEC vengono affidate anche le verifiche di assoggettabilità a VIA relative ai progetti di sua competenza e vengono chiariti i rapporti tra VIA e autorizzazione paesaggistica.
Per i procedimenti VIA che superano i tempi previsti sono inoltre contemplati rimborsi degli oneri istruttori, fino a un massimo di 5 milioni di euro l’anno. Per il 2027 sono invece previsti 500 mila euro destinati a potenziare istruttorie e monitoraggiodegli aspetti sanitari legati alle AIA.
Un fondo per le emergenze
Per affrontare le criticità ambientali e climatiche che non comportano la proclamazione dello stato di emergenza, viene istituito presso il MASE un apposito Fondo destinato ai Comuni. Il provvedimento rafforza inoltre il sostegno tecnico ai Commissari straordinari impegnati nella prevenzione e nel contrasto del dissesto idrogeologico.
Economia circolare e bonifiche
Tra le novità figurano anche procedure semplificate per l’impiego del CSS-Combustibile nei cementifici e per la gestione delle terre e rocce da scavo. La disciplina sui limiti emissivi viene prorogata fino al 31 dicembre 2030. Previsti inoltre maggiori obblighi di comunicazione sull’impiego di plastica riciclata per la produzione di bottiglie in PET.
Sul fronte delle bonifiche, le Province avranno 150 giorni per individuare i responsabili delle contaminazioni. In caso di mancato intervento potranno scattare i poteri sostitutivi delle Regioni. Le semplificazioni vengono inoltre estese ad alcuni interventi sostenuti con risorse FSC.
Una delle misure più rilevanti riguarda infine la Terra dei Fuochi, alla quale vengono destinati 200 milioni di euro per gli interventi di bonifica affidati al Commissario di Governo.