Ance: contro la crisi subito un piano straordinario su infrastrutture e rilancio delle città

Lavori pubblici di Marco Zibetti
Buone le intenzioni del governo, ma per uscire dalla crisi non bastano nuove regole. Servono risorse e interventi mirati per mettere in sicurezza il territorio e rilanciare l'occupazione


"Abbiamo denunciato per primi nel 2009 insieme a tutti gli Stati generali delle costruzioni la pesante crisi che stava attraversando il settore dell'edilizia e le gravi ripercussioni che da questa ne sarebbero derivate per tutta l'economia nazionale", spiega il Presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti.

"I fatti purtroppo ci hanno dato ragione e le gravi vicende finanziarie che hanno investito il nostro Paese negli ultimi mesi hanno ulteriormente peggiorato le difficoltà in cui operano le nostre imprese e i nostri lavoratori".

L'Ance sta denunciando da tempo la pesantissima stretta creditizia che ha investito le imprese e il fardello dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni strangolate dal patto di stabilità che sta portando alla chiusura migliaia di imprese qualificate e lasciando senza lavoro centinaia di migliaia di lavoratori specializzati.
 
Secondo Buzzetti "non c'è dunque più tempo da perdere. Siamo assolutamente convinti che il Paese può risollevarsi e che le nostre imprese hanno le capacità per reagire, ma c'è bisogno di un atto di coraggio da parte della politica e di prendere decisioni rapide ed efficaci".
 
"Apprezziamo in questo senso lo sforzo del governo che in queste settimane è al lavoro per varare un decreto infrastrutture, ma perché questo intervento sia efficace nell'immediato e aiuti il paese a crescere le semplificazioni non bastano", sottolinea il presidente Ance: "servono risorse immediate per far ripartire le opere pubbliche, grandi e piccole, e per mettere in sicurezza il territorio attraverso un programma di piccoli e medi interventi.

Serve inoltre un piano per lo sviluppo delle nostre città che a livello internazionale stanno perdendo competitività ma che attraverso un sistema di leve e d'incentivi fiscali potrebbero tornare ad attrarre investimenti privati e rappresentare un buon motore per la crescita".

In questo senso, secondo Buzzetti, "il decreto 70", cosiddetto decreto sviluppo, "ha fatto molto sul piano legislativo per consentire interventi di riqualificazione e ammodernamento delle città, ma senza una regia di questi interventi e senza incentivi mirati il piano non può dare i frutti sperati".
 
E' ora dunque che le buone intenzioni si traducano "in atti concreti capaci di ridare fiducia alle imprese, ai cittadini e ai mercati che certo vedrebbero con favore un segnale concreto di orgoglio e di grande reazione nazionale".


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