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Ance: il presidente Paolo Buzzetti chiede più investimenti pubblici per la ripresa

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La qualità come leva fondamentale per il rilancio dell’edilizia: è stato questo il tema al centro del convegno di Federcostruzioni, che riunisce la filiera del settore e rappresenta 3 milioni di lavoratori


Piccoli segnali positivi per le gare d’appalto e le compravendite immobiliari, ma non è abbastanza. Per la ripresa delle costruzioni servono più investimenti pubblici, dando priorità a manutenzione e messa in sicurezza del territorio, a iniziare da scuole e periferie”. Sono le parole del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, al convegno di Federcostruzioni “Mercati nuovi per nuovi imprenditori”.
 
La qualità come leva fondamentale per il rilancio dell’edilizia: è stato questo il tema al centro dell’appuntamento promosso dall’associazione presieduta da Rudy Girardi, che riunisce la filiera del settore e rappresenta 3 milioni di lavoratori. Un incontro che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente del Cnr, Luigi Nicolais, del presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, oltre a numerosi esperti e operatori del mondo economico e bancario.
 
E’ una chiamata a raccolta per tutto il sistema imprenditoriale pronto a cogliere la sfida che viene da un diverso modo di progettare, costruire e recuperare - ha sottolineato Girardi - perché la qualità non deve rimanere solo un buon proposito, ma diventare una prassi consolidata. Ed è per questo che al nostro impegno di operatori deve affiancarsi quello della pubblica amministrazione, a cui chiediamo un quadro di regole chiaro e coerente che ci sostenga nel raggiungimento di questi obiettivi”.
 
Proprio in quest’ottica Federcostruzioni ha lanciato un decalogo per sostenere la qualità delle costruzioni in Italia: dieci proposte che vanno dalla garanzia di un clima di legalità alla razionalizzazione del sistema dei controlli, fino all’efficientamento dell’attuale sistema degli appalti, che privilegia il prezzo più basso a scapito della qualità e della crescita tecnologica delle imprese.
 
Una necessità confermata dai dati dell’indagine Cresme presentata nel corso del convegno, che vede l’Italia in pesante ritardo rispetto all’Europa continentale sul piano della qualità degli investimenti in infrastrutture, a causa di  tempi troppo lunghi, costi elevati e burocrazia a livelli patologici.