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Anci: quartieri di qualità ed efficienti per avere sicurezza urbana e convivenza civile

Sostenibilità di
Secondo il presidente della consulta casa dell’associazione Fantoni “è fortunatamente già in corso una sorta di rivoluzione dove si cerca di associare l’idea di città sostenibile con le politiche sociali”


Un contesto abitativo di qualità, dove non si ghettizza la gente e si punta su un adeguato mix sociale e funzionale, produce immediati effetti positivi sulla qualità della vita e crea i presupposti sia per una maggiore sicurezza che per una migliore convivenza civile”. E’ quanto ha sottolineato Claudio Fantoni, presidente della consulta casa dell’Anci intervenuto al convegno 'Legalità e convivenza civile nei quartieri di edilizia sociale' svoltosi a Roma su iniziativa di Federcasa.

Secondo Fantoni “sicurezza, qualità della vita e convivenza civile nei quartieri di edilizia sociale dipendono da una sorta di rivoluzione che fortunatamente è in corso in alcuni territori, dove si cerca già adesso di associare l’idea di città sostenibile con politiche per le fasce più deboli”.

Tale risultato, dove avvenuto, è stato possibile grazie “all’abbandono della prassi per cui la risposta al fabbisogno abitativo è stata tradotta nella realizzazione di periferie degradate dove contenere e ghettizzare di fatto migliaia di famiglie socialmente deboli”.

Diversi Comuni nel realizzare i quartieri di edilizia residenziale pubblica - ha evidenziato ancora il delegato Anci - fanno ricorso a politiche di rigenerazione e riqualificazione urbana e sociale, con alloggi sociali inseriti in un adeguato contesto, oltre che dotati di livelli di efficienza energetica persino superiori alla quasi totalità dell’edilizia residenziale privata esistente”.

Accanto a questo, per migliorare la sicurezza urbana e favorire la convivenza civile, per il responsabile della Consulta Casa bisogna puntare anche su un nuovo protagonismo degli inquilini. “Le esperienze normate da leggi regionali- ha spiegato Fantoni- hanno dimostrato che il coinvolgimento diretto degli inquilini nella forma dell’autogestione ha dato risultati apprezzabili. Laddove le persone sono responsabilizzate vivono gli spazi comuni in modo diverso diventando così il primo fronte per coniugare sicurezza e qualità della vita”.