“Siamo soddisfatti, - dichiara il direttore generale di Aniem, Federico Ruta - la maggior parte degli interventi modificativi vanno nella direzione auspicata dalle nostre proposte. Evidenziamo, in particolare, l’introduzione di un regime semplificato e specifico per le gare sotto soglia, la proporzionalità dei requisiti per la partecipazione in relazione al valore della gara, la razionalizzazione degli appalti ai fini di spending review, ma senza aggregazione delle commesse, i riferimenti a criteri oggettivi in materia di Offerta Economicamente più Vantaggiosa, il superamento della Legge Obiettivo, le restrizioni sull’affidamento in house”.
Che prosegue: “Ma un particolare apprezzamentoproviene dalla riformulazione e dall’ampliamento della delega in materia di qualificazione dove ora si fa specifico riferimento a criteri quali l’omogeneità, la trasparenza e la verifica sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze tecniche e professionali, comprese le risorse umane e organiche all’impresa, nonché delle attività effettivamente eseguite, introducendo misure di premialità. Finalmente si creano i presupposti per una qualificazione non formale, documentale, burocratizzata, ma reale, effettiva, dinamica e rapportata allo specifico appalto”.
Qualche perplessità però rimane, sottolinea il direttore di Aniem che commenta: “Le sole perplessità riguardano lo spacchettamento temporale della riforma, che rischia di dar vita a diversi regimi temporali: avremmo preferito certamente un unico decreto che facesse chiarezza abrogando la vecchia disciplina e recependo le nuove regole. La scelta dei due regimi temporali (prima il recepimento entro il 18 aprile 2016, poi la riscrittura complessiva del sistema normativo entro il 31 luglio 2016) rischia di disorientare gli operatori e le stazioni appaltanti, ci auguriamo che su questo aspetto maturi un’attenzione che eviti incertezze e problemi di gestione degli appalti”, conclude Federico Ruta.