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Aniem: incentivare processi di aggregazione investendo in riqualificazione urbana

Lavori pubblici di
Secondo il presidente dell’associazione, Dino Piacentini, si tratta di introdurre strumenti adeguati alla configurazione del nostro sistema produttivo costituito, come noto, essenzialmente da pmi


"Prendiamo atto con grande amarezza dei disastrosi dati di produzione del reparto costruzioni, che confermano un settore al collasso che necessita di interventi urgentissimi in grado di permettere alle imprese di tornare sul mercato". È il commento del Presidente di Aniem (Ass. pmi edili della Confapi) Dino Piacentini alla pubblicazione dei dati Istatsul comparto edile.

E aggiunge "Servono azioni e strumenti che diano nuova spinta al settore, anzitutto, incentivando le imprese ad aggregarsi per utilizzare al meglio tutte le loro potenzialità. Pensiamo ai consorzi stabili, ma anche alle reti di impresa sulle quali Aniem continua a chiedere da tempo una normativa che ne consenta l'utilizzo anche nei sistemi di affidamento dei lavori pubblici.

Si tratta di introdurre strumenti adeguati alla configurazione del nostro sistema produttivo costituito, come noto, essenzialmente da pmi. Chi è che si ostina a bloccare il rinnovamento e la modernizzazione? A chi giova questo atteggiamento conservatore? Riteniamo altresì che occorra investire nei processi di riqualificazione dell'esistente, del patrimonio immobiliare obsoleto ed insicuro, delle aree degradate".

Aniem, attraverso alcune specifiche proposte contenute nella Carta Aniem (consultabile sul suo sito, www.aniem.it), ha delineato un percorso di fattibilità, anche in presenza dell'attuale congiuntura economica sfavorevole, utilizzando risorse private, stimolando le famiglie ad investire sul loro futuro, sul miglioramento qualitativo delle loro abitazioni. La Carta Aniem costituisce proprio un manifesto di 10 proposte di intervento denominato "per la costruzione della città sostenibile", presentato alle imprese e alle Istituzioni dei territori in cui operano le imprese Aniem.

Secondo Piacentini "Occorre partire da un modo diverso di intendere l'edilizia, il ruolo delle PMI edili e gli interventi nell'ambito delle costruzioni, del territorio e dell'ambiente. I dati lo dimostrano, il futuro non può che risiedere in una nuova concezione dello spazio urbano".

Le stime dell'Aniem confermano quanto rivelato dall'Istat: secondo l'Osservatorio dell'Associazione solo negli ultimi sei mesi il fatturato medio per impresa è diminuito del 21 per cento.

La previsione che l'Osservatorio fa per il primo semestre del 2012 è di una ulteriore diminuzione dell' 11 per cento. L'andamento senza segnali di ripresa prosegue anche nel secondo semestre del 2012 con una ulteriore diminuzione del 3 per cento.

La dura crisi che ha colpito tutto il comparto delle costruzioni permane fino a fine 2012. Secondo l'Associazione è dall'edilizia sostenibile che arrivano alcuni segnali positivi: le stime dell'Aniem parlano di 35 per cento di PMI italiane che nel 2011 sono entrate nel settore "green".

"L'edilizia sostenibile è in espansione, ma non basta" commenta Piacentini. "Copre infatti poco più del 20 per cento del fatturato medio per impresa. Servono nuovi meccanismi urbanistici che rendano possibili, anche economicamente, operazioni di riqualificazione come gli interventi di demolizione e ricostruzione"

Secondo l'Osservatorio è la strada della sostituzione edilizia a farsi sempre più largo, dato che quasi il 50 per cento degli intervistati, negli ultimi cinque anni, ha incontrato casi in cui era economicamente più sostenibile abbattere e ricostruire piuttosto che ristrutturare. Una pratica quindi che gli imprenditori pare accolgono molto favorevolmente.