Gli appalti pubblici valgono una fetta importante dell’economia italiana, ma per migliaia di micro e piccole imprese l’accesso a questo mercato continua a essere una sfida. Nonostante rappresentino il cuore del tessuto produttivo nazionale, molte aziende di dimensioni ridotte restano ai margini delle commesse pubbliche. Una ricerca appena presentata a Roma fotografa questa realtà e individua le possibili soluzioni per rendere il sistema più aperto, competitivo e capace di generare sviluppo.
Lo studio ‘Le micro e piccole imprese e il mercato degli appalti pubblici in Italia’, realizzato dall’Università di Roma Tor Vergata con Promo PA Fondazione nell’ambito dell’Osservatorio OReP, di cui Confartigianato è partner, è stato illustrato il 18 giugno nella sede nazionale dell’associazione.
Dal confronto tra esperti e rappresentanti delle istituzioni è emersa una convinzione condivisa: favorire la partecipazione delle PMI alle gare pubbliche significa sostenere crescita economica, innovazione e sviluppo dei territori. Per raggiungere questo obiettivo servono procedure più semplici, maggiore digitalizzazione, competenze adeguate e strumenti che incentivino la collaborazione tra imprese.
Appalti pubblici: le soluzioni degli esperti
Secondo il professor Gustavo Piga, docente di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, il settore degli appalti non è un mercato come gli altri. “Parliamo di una quota che vale circa il 15% dell’economia nazionale”. Per questo le scelte della Pubblica Amministrazione influenzano direttamente l’evoluzione del sistema produttivo.
Piga ha ricordato che in molti Paesi gli appalti vengono utilizzati come leva di politica industriale, contribuendo a rafforzare la competitività delle aziende. “In tutto il mondo si compra dalle piccole imprese per renderle più forti”, ha sottolineato, evidenziando come le commesse pubbliche possano favorire crescita, innovazione e consolidamento organizzativo.
Uno degli ostacoli principali individuati dalla ricerca riguarda però la crescente dimensione delle gare. La centralizzazione degli acquisti e i requisiti sempre più impegnativi rendono difficile la partecipazione delle realtà più piccole, che spesso restano escluse dalle opportunità economicamente più rilevanti.
Per questo il docente ha accolto positivamente le novità normative che consentono alle stazioni appaltanti di riservare alcune procedure sottosoglia alle piccole imprese. Allo stesso tempo ha evidenziato il ruolo strategico di consorzi e reti d’impresa. "Speriamo che nel disegno di legge annuale sulle PMI trovino spazio interventi per rendere questi appalti più aperti e più capaci di farci crescere tutti perché soltanto pensando al piccolo si può pensare in grande".
Anche il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha ribadito l’importanza di un mercato pubblico più accessibile. Secondo Granelli il problema non riguarda la qualità delle imprese, ma l’impostazione delle gare: quando requisiti e dimensioni sono proporzionati, le PMI dimostrano di saper competere efficacemente. Una maggiore partecipazione, inoltre, aumenta la concorrenza, favorisce l’innovazione e migliora l’efficacia della spesa pubblica.
Particolare attenzione è stata dedicata alla semplificazione amministrativa e alla digitalizzazione. Le nuove piattaforme possono garantire trasparenza ed efficienza, ma devono essere progettate per ridurre realmente gli oneri burocratici a carico delle imprese.
Tra le possibili risposte alle difficoltà del settore emerge infine il tema dell’aggregazione. "Piccolo è bello, ma insieme è meglio", ha ricordato Granelli, richiamando l’esperienza di 4C NetWork, la rete nata per rafforzare la presenza delle micro e piccole imprese nel mercato degli appalti. Oggi il network riunisce sei consorzi attivi in diverse regioni italiane e punta a mettere in comune competenze e strumenti per consentire alle aziende associate di affrontare un mercato sempre più selettivo.
Per il responsabile della rete, Lorenzo Carretti, fare squadra non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera strategia di crescita, capace di aumentare la competitività delle imprese e di creare nuove opportunità nei confronti delle principali stazioni appaltanti pubbliche e private.