La tipologia degli appalti pubblici incide direttamente sulla qualità delle opere realizzate. Lo certifica la ricerca “Dopo il progetto”, presentata a Bruxelles. Uno studio che mette a confronto diverse modalità di affidamento e i loro effetti reali su tempi, costi e qualità, concentrandosi in particolare sulle scuole.
Il lavoro, commissionato dal CNAPPC a Cresme SPA e illustrato dai Consiglieri Tiziana Campus e Diego Zoppi, analizza 300 edifici scolastici realizzati in Italia, con l’obiettivo di verificare in modo comparativo l’efficacia delle principali tipologie di appalto utilizzate nel settore.
I risultati, già anticipati lo scorso settembre alla Camera dei Deputati e ora approfonditi nella versione definitiva, evidenziano un quadro significativo: gli edifici derivanti da Concorsi di Progettazione mostrano performance migliori rispetto alle altre procedure. In particolare:
- tempi di realizzazione più rapidi (5,6 anni contro 6,5 in media);
- costi inferiori (circa -1,7% al mq rispetto ad altre modalità);
- minori incrementi di costo in fase esecutiva, grazie a una progettazione più solida e affidabile;
- maggiore aderenza a parametri qualitativi e funzionali.
Un insieme di evidenze che rafforza l’orientamento del CNAPPC nel promuovere il concorso di progettazione come strumento privilegiato per selezionare le migliori soluzioni architettoniche, sia nel pubblico sia nel privato, in linea con esigenze sociali, economiche e progettuali sempre più complesse.
Come è stata realizzata la ricerca sugli appalti pubblici?
La ricerca si basa su un’ampia analisi iniziale di circa 9.000 scuole italiane, da cui è stato estratto un campione di 300 edificirealizzati tra il 2015 e il 2024: 100 tramite concorsi di progettazione (con successivo sviluppo affidato ai vincitori), 100 attraverso altre procedure di gara e 100 con appalti integrati. Successivamente, il confronto è stato ulteriormente affinato su 103 casi selezionati per omogeneità e confrontabilità, includendo 41 concorsi, 30 appalti integrati e 32 progetti da altri bandi.
La presentazione di “Dopo il progetto” si inserisce nel contesto della conferenza organizzata da ARCH-E e dal Consiglio degli Architetti d’Europa (ACE-CAE.com), dedicata al ruolo dei concorsi di architettura come leva per innalzare la qualità e favorire l’innovazione. Un tema che si intreccia con le prospettive della futura normativa europea sugli appalti pubblici, orientata a valorizzare modelli capaci di diffondere una cultura progettuale più elevata e condivisa.
