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Approvato in Senato il Ddl Falanga. Legambiente: si tratta di una norma salva abusi

Edilizia di
Secondo l’associazione ambientalista, il testo nasconde, sotto un elenco di priorità a cui le Procure devono attenersi nella scelta dei manufatti da demolire, la chiara volontà di fermare le ruspe


"Il Ddl Falanga, rischia di paralizzare l'attività delle Procure che in questo Paese, spesso da sole, si occupano di demolire l'abusivismo edilizio. E' una legge furba, che garantisce un argomento in più a chi vuole salvare le case abusive".

Questo il parere di Legambiente, che prosegue: "Un testo che, sotto un elenco di priorità a cui le Procure devono attenersi nella scelta dei manufatti da demolire, nasconde la chiara volontà di fermare le ruspe. Perché se prima di abbattere una villetta costruita sulla spiaggia, o addirittura un villaggio turistico, il magistrato dovrà obbligatoriamente demolire le case pericolanti, quindi quelle non finite, poi quelle utilizzate a scopi criminali e quelle di proprietà dei boss mafiosi, è  evidente che non si farà nulla. Già oggi le demolizioni avvengono con il contagocce, tra l'ordinanza e l'intervento di demolizione passano spesso anche decenni, scanditi da ricorsi e contenziosi, spesso, più semplicemente, nessuno se ne occupa".

"Definire un ordine di priorità può anche essere una scelta condivisibile, ma non può divenire un vincolo a cui le Procure devono attenersi, quindi non si capisce la necessità di una legge - ribadisce il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - . Perché l’obbligo di verificare le condizioni previste dall'elenco, è evidente anche al più ingenuo osservatore, significa insabbiarsi nella burocrazia e nei ricorsi giudiziari: di fatto vuol dire bloccare le demolizioni e fare un regalo agli abusivi”.

Immaginiamo il caso di Ischia. Per istruire le pratiche e classificare le oltre 600 ordinanze di demolizione secondo i criteri di priorità sarebbe necessario l'impegno esclusivo e a tempo pieno di tutti gli uffici comunali e le forze dell'ordine. Senza parlare della quantità di nuovi e pretestuosi ricorsi al Tar da parte di abusivi "vittime" del mancato rispetto dei nuovi criteri di urgenza.

L’abusivismo edilizio è un’autentica piaga del nostro Paese - conclude la nota dell'associazione - e non sono bastati le frane e i morti degli ultimi anni per fare desistere una pattuglia di parlamentari campani dalla volontà di mantenere la scellerata promessa di condono edilizio fatta in campagna elettorale”.