Architetti: finalmente si chiede anche ai giovani di riflettere sul futuro delle periferie

Professione di Marco Zibetti
Il Consiglio Nazionale commenta la scelta di proporre tra le tracce della prova di italiano di Maturità il commento di una frase dell'architetto e senatore a vita Renzo Piano


"Finalmente il tema dell'architettura e il suo essere al servizio della società civile per rispondere ai bisogni dei cittadini entra nelle scuole e viene proposto agli  studenti italiani come tema di riflessione nella loro prima prova d'esame".

Commenta così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori la scelta di proporre tra le tracce della prova di italiano il commento di una frase dell'architetto e senatore a vita Renzo Piano sul recupero delle periferie.

"Quello proposto è un argomento di grandissima attualità perché promuovere la rigenerazione delle città ridisegnando le periferie urbane deve diventare  un cardine della strategia economica nazionale, per garantire  la sicurezza e la salute degli italiani, creando condizioni indispensabili di inclusione sociale, intervenendo sugli spazi pubblici per ridarli ai cittadini, per lasciare proprio ai giovani  habitat e condizioni di vita migliori".

"Significativo poi - sottolinea - aver acceso l'attenzione sulle riflessioni di un  architetto di fama internazionale che, con la sua opera si è  sempre distinto per l' attenzione ai temi etici e sociali, al dialogo col contesto e alla corretta gestione delle risorse energetiche e ambientali, per la qualità progettuale e costruttiva e per il suo impegno in progetti di tipo culturale e sociale che rappresentano una dimensione di impegno civile che va ben oltre la semplice costruzioni di splendidi edifici".

E proprio sull'importante e strategica scelta del Governo volta a mettere in sicurezza e a rigenerare le scuole italiane il Consiglio Nazionale degli Architetti sottolinea che "essa deve rappresentare l'opportunità per sperimentare un modo diverso di affrontare la riqualificazione e la costruzione di edifici pubblici, facendoli diventare, avendo come obiettivo la sicurezza e la bellezza dell'habitat, l'esempio di come si possa intervenire nelle nostre città, migliorandole. Per realizzarla senza ripetere l'esperienza negativa di Expo o del Mose, serve che  il concorso d'architettura diventi tout court lo strumento per scegliere i progetti, una parte dei quali deve essere riservata  ai giovani".


Questo sito utilizza i cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy.