Architetti: ‘Gestioni speciali conducono a opacità, pessima qualità, spreco di risorse’

Professione di Marco Zibetti
Il Consiglio Nazionale degli Architetti s’è espresso sulla vicenda Mose. “È necessario discutere pubblicamente l'ordine delle priorità nelle opere pubbliche"


"Mose, Expo, G8, Ponte sullo Stretto sono solo alcuni dei pessimi esempi di come le gestioni speciali conducano a condizioni di opacità, pessima qualità, spreco di risorse. Eppure la politica sembra non trarne insegnamento e continua a ripetere all'infinito gli stessi errori. Quando uno Stato ha bisogno di leggi speciali e di commissariare se stesso per riuscire a realizzare le opere pubbliche, fuori dalle regole che impone ai suoi cittadini, vuole dire che ha scritto norme sbagliate o inapplicabili che vanno, quindi, cambiate urgentemente". Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sulla vicenda Mose.

"La commistione tra politica ed affari delle partecipate pubbliche è stata la nuova frontiera degli sprechi e della corruzione: è urgente che il pubblico torni a programmare, amministrare e controllare, mettendo i privati in concorrenza su principi di qualità e trasparenza per gestire, progettare, costruire".

"L'Italia  - conclude - sarà un Paese civile e maturo quando la politica si prenderà la responsabilità delle decisioni, quando il miglior rapporto qualità e prezzo sarà la regola del mercato, ma soprattutto, quando si discuterà pubblicamente l'ordine delle priorità nelle opere pubbliche, all'interno di un vero progetto strategico,  senza pregiudizi e ideologie, per poi realizzarle bene, rapidamente e secondo regole".


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