Anima (Federazione associazioni nazionali industria meccanica e affine) è stata recentemente protagonista di un’audizione alla X Commissione della Camera a proposito della Strategia Energetica Nazionale.
Assotermica, in particolare, ha indicato le diverse priorità di cui dovrebbe tener conto la Sen in materia di efficienza energetica e rinnovabili termiche.
Con la SEN sono previsti investimenti per 180 miliardi di euro dei quali il 72% per interventi legati all’efficienza (60 Mld) e alle rinnovabili (70 Mld).
Secondo il Piano d’azione nazionale per le fonti rinnovabili del 2010, aggiornato con il V Conto energia, il 46% dell’obiettivo dovrà essere raggiunto con la promozione delle fonti rinnovabili termiche (in particolare il solare termico dovrà più che triplicare il proprio contributo entro il 2020) ed il 45% con il contributo di quelle elettriche.
Benché l’obiettivo per le rinnovabili elettriche sia già stato quasi raggiunto e gli incentivi cumulati alla fine saranno di ulteriori 70 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 170 già impegnati, Assotermica rileva che le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica rischiano di beneficiare di una quota di gran lunga minoritaria di risorse economiche pubbliche. Questo causerebbe un forte sbilanciamento tra gli incentivi alle rinnovabili elettriche e quelli alle termiche con una possibile penalizzazione di queste ultime.
Il “Conto Termico” per gli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica su edifici esistenti e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili presenta, a nostro avviso, delle forti criticità in termini di oneri procedurali e documentazione da fornire da parte dei potenziali Soggetti beneficiari, che complicano e ccessivamente l’accesso agli incentivi da parte degli stessi. Oltretutto il valore puntuale dell’incentivo per alcune tipologie di intervento (in primis pompe di calore e solare termico) non è tale da superare queste barriere e da attrarre investimenti nei rispettivi settori.
Quanto all’efficienza energetica, l'associazione segnala che la mancanza di strutturalità (nonostante quanto recentemente accolto nella Legge di Stabilità) delle attuali detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e il fatto che siano dilazionate su 10 anni è sicuramente un elemento di debolezza dell’attuale meccanismo.
E’ bene considerare che siamo in presenza di una filiera tipicamente nazionale, che costituisce pertanto un buon potenziale sul quale investire per la crescita e lo sviluppo del Paese e che le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, più che mai adesso a qualche anno dal loro avvio, stanno finalmente portando a risultati anche in termini del mix di prodotti proposti sul mercato.
Assotermica ritiene che opportunamente il “Conto Termico” debba continuare ad essere affiancato al 65%, lasciando all'utente la possibilità di scegliere lo strumento più idoneo, anche in considerazione delle nuove generazioni di prodotti/sistemi ibridi per i quali altrimenti si renderebbero necessarie per l'utente due diverse pratiche, difficilmente gestibili per un singolo prodotto.