- Forte taglio incentivi previsto da bozza Conto Energia non è sostenibile da industria
- Comparto italiano non è fatto solo di piccoli impianti, limitazioni per medi - grandi impianti penalizza anche filiera nazionale
- Ricorso a Corte Costituzionale per incostituzionalità decreto rinnovabili se testo non cambiasse
- Tetto previsto da bozza è un vero e proprio blocco, pregiudica raggiungimento della grid parity
- Basta bugie su costi: nel 2010 il “peso” del fotovoltaico in bolletta è stato pari all’1.5% per un ammontare di 800 milioni di euro pari a 0,6 €/mese
- Con proposta di Assosolare (7 mld di spesa nel 2016) costo mensile massimo stimato per l’utente domestico sarebbe pari a 3,8 €/mese
Il Presidente di Assosolare Gianni Chianetta e il Segretario Generale Francesca Marchini sono stati ricevuti in audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Punti principali dell’intervento di Assosolare: commento sulla prima bozza di Quarto Conto Energia; proposte sul Conto Energia; osservazioni sul Decreto Rinnovabili; costi in bolletta. Insieme a Presidente e Segretario Generale, ha partecipato anche Marco Tecchio, Ad dell’azienda italiana (associata ad Assosolare) Elettronica Santerno, tra i leader mondiali nella produzione di inverter e focalizzata su impianti medio grandi.
Riguardo alla bozza del Quarto Conto Energia che sarà discussa domani in Conferenza Stato-Regioni, il Presidente di Assosolare Gianni Chianetta ha commentato: “Siamo molto delusi: se davvero fosse confermata, vorrebbe dire che il Governo italiano preferisce fare gli interessi di un’oligarchia di poche grandi aziende piuttosto che quelli di una moltitudine di piccole, medie e grandi imprese e dei cittadini italiani”.
“Il forte taglio degli incentivi previsto dalla bozza - nel 2012 le riduzioni arrivano a oltre il 60% rispetto al 2010 - non sono sostenibili dall’industria e continuerà a bloccare il settore, in primis le industrie italiane che hanno già annunciato la cassa integrazione per migliaia di persone” ha continuato Chianetta. “Penalizzando gli impianti oltre i 200 Kw, il governo penalizza l’industria italiana, che al contrario di quanto si è detto negli ultimi mesi non è focalizzata solo su impianti di taglia piccola ma anche medio-grande, con grandi operatori che hanno attività anche all’estero”.
“Il tetto previsto viene definito transitorio ma in realtà è un vero e proprio blocco, che pregiudica il raggiungimento della grid parity.La bozza introduce inoltre un meccanismo di accesso agli incentivi troppo complicato e con forti incertezze, pregiudicando del tutto la finanziabilità degli impianti” ha aggiunto il Presidente di Assosolare. “Siamo sempre stati disposti al dialogo, abbiamo portato proposte concrete tra cui l’ipotesi di un modello tedesco per il Conto Energia, ma qui si continua a parlare di costi astronomici in bolletta, peraltro non veritieri, facendo passare per interesse nazionale il blocco di un intero settore produttivo”.
Decreto rinnovabili: ricorso a Corte Costituzionale per incostituzionalità
Il Segretario Generale di Assosolare Francesca Marchini ha confermato in audizione la posizione profondamente negativa dell’associazione sul decreto rinnovabili, rilevandone l’incostituzionalità. “Il Decreto è contrario all’art. 41 della Costituzione, perché pone come data di scadenza del terzo Conto Energia il 31 maggio 2011, senza periodi “cuscinetto”. Termine che contrasta l'iniziativa economica privata: le decisioni di investimento infatti sono state prese facendo affidamento sul Terzo Conto Energia approvato ad agosto” ha detto Marchini. “Il decreto è viziato da eccesso di delega e quindi contravviene all’art.76 della Costituzione perché invece di promuovere l’uso del fotovoltaico come voluto dalla UE, ha paralizzato il settore non dando certezza né agli investimenti in essere né ai futuri”.
Ha concluso il Segretario Generale di Assosolare: “Se questo dovesse restare il testo, e considerata la disponibilità di Assosolare a una soluzione condivisa con il governo, saremo costretti a denunciare la gravità della situazione in tutte le sedi competenti, tra cui la Corte Costituzionale ma necessariamente anche Bruxelles”.
Proposte su Quarto Conto Energia
Durante l’audizione Assosolare ha ribadito le proposte per il nuovo Conto Energia, condivise con altre associazioni del settore:
- Salvaguardia degli investimenti avviati, con certezza delle tariffe fissate sei mesi fa nel III Conto Energia, almeno fino a fine anno.
- Nessun limite alle installazioni, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia. Quindi niente tetto annuale sui megawatt installati e niente tetto complessivo al 2020.
- Diminuzione costante delle tariffe sul modello tedesco fino a un taglio che può arrivare a un massimo del 20% nel 2012.
- Per chi comincia a costruire oggi (a metà 2011), riduzione degli incentivi non superiore al 10% (più un ulteriore 4% in caso di raggiungimento anticipato della soglia di 9,5 GW).
- Sostegno alla fiorente industria nazionale del fotovoltaico e all’occupazione che ha generato negli ultimi anni.
Le linee guida dettagliate proposte da Assosolare (si veda il documento allegato) permetterebbero di avere un costo mensile massimo (2016) stimato per l’utente domestico in una “bolletta tipo” di 450 €/anno, pari a 3,8 €/mese. Per limitare la spesa per le industrie manifatturiere, il costo imputabile al FV rimarrebbe contenuto sotto la soglia dei 20€/MWh (2016).
A dimostrazione dell’effettivo contenimento della spesa massima entro 6-7 miliardi al 2016, Assosolare ha presentato alcune elaborazioni sul nuovo sistema di incentivi, e un confronto tra proposta Assosolare, Terzo Conto Energia e proposta Confindustria (si veda doc allegato).
Costi in bolletta
La delegazione di Assosolare ha poi cercato di fare chiarezza sui costi in bolletta del fotovoltaico: nelle varie dichiarazioni pubbliche e non di esponenti dell’MSE è da tempo emerso infatti che la ragione dell’interruzione del Conto Energia sarebbe motivata dal rischio di una crescita esponenziale dei costi delle bollette.
Il peso in bolletta del FV nel 2010 è stato pari all’1.5 % per un ammontare di 800 milioni di euro pari a 0,6 €/mese (per una bolletta “tipo” di 450 €/anno). Per il 2011 il FV peserà per circa il 4.9% sul totale, per un ammontare di 2,4 miliardi di euro e circa 1,84 €/mese nella “bolletta tipo”. Si preferisce parlare in termini di percentuale perché parlare in termini di miliardi di euro come numero assoluto non aiuta a dare contezza delle proporzioni dell’ effettivo impatto del FV sul costo in bolletta. Nel documento allegato un’analisi grafica degli oneri generali di sistema (11,84% dell’intera bolletta) in cui è inserita la componente A3 e i costi per le energie rinnovabili e altre voci.
* Questo articolo è tratto da Comunicare Energia, N° 3 Mag-Giu 2011.
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