Autorità per l’energia elettrica: più che raddoppiati i mini-impianti, in Italia sono 160 mila

Energie rinnovabili di Marco Zibetti
La crescita esponenziale della generazione diffusa sta profondamente cambiando il sistema elettrico nazionale


Il sistema elettrico nazionale sta, molto rapidamente, cambiando aspetto: ai grandi impianti produttivi che utilizzano fonti tradizionali quali carbone, olio combustibile e gas, si stanno affiancando centinaia di migliaia di piccoli e piccolissimi impianti, in gran parte alimentati da fonti rinnovabili.

A evidenziarlo è il sesto Rapporto sul Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita realizzato dall'Autorità per l'energia, dal quale emerge che in un solo anno, fra il 2009 e il 2010, i mini-impianti produttivi sono più che raddoppiati, passando da 74 a oltre 159 mila, con un incremento del 118%; di questi, circa il 98% sono fotovoltaici, ma in crescita è anche la generazione diffusa da fonti idroelettriche (da 1.904 a 2.385), termoelettriche (da 902 a 1.224) ed eolico (da 124 a 290).

Non solo: in quattro anni, la potenza media installata di questi mini-impianti è scesa a 0,05 MW rispetto ai 1,53 MW del 2006 e la produzione media da 5,13 a 0,12 GWh, con una notevole frammentazione della capacità produttiva a livello nazionale.

Ad oggi, la produzione di energia elettrica da impianti di generazione diffusa rappresenta il 7,5% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale, pari a 8.225 MW. Una crescita esponenziale, destinata a proseguire, soprattutto con riferimento ai fotovoltaici.
Rispetto al solo fotovoltaico, infatti, i dati preliminari per il 2011 evidenziano che dei 325 mila impianti censiti, per un totale di 12.685 MW, la maggior parte sono di piccole e piccolissime dimensioni. E nel 2012, potrebbero superare quota 400.000, per 16.800 MW di potenza installata.

Per poter disporre con tempistiche più celeri dei dati aggiornati - che attualmente risalgono al 2010 - l’Autorità ha sollecitato a Terna la piena implementazione del sistema GAUDÌ (Gestione Anagrafica Unica Degli Impianti di produzione).

A fronte di questa trasformazione del sistema elettrico verso un modello a forte presenza di generazione distribuita, prevalentemente da fonti rinnovabili - intermittenti e non programmabili - il Rapporto evidenzia la necessità di interventi anche di regolazione per poter continuare a garantire la gestione in sicurezza e a costi contenuti. L’Autorità ha già adottato alcune iniziative e altre sono in arrivo con l’obiettivo di assicurare un pieno coinvolgimento della generazione diffusa all’attività di mantenimento in equilibrio tra domanda e offerta di energia sulla rete, finora svolta solo da impianti di grande taglia. In particolare, con la delibera n. 84/2012/R/eel, sono state introdotte nuove prescrizioni per gli impianti di produzione connessi in media e bassa tensione.

Nel documento di consultazione n. 35/2012/R/efr, l’Autorità ha inoltre presentato proposte per la revisione dei corrispettivi di sbilanciamento e per la corretta previsione per le fonti rinnovabili.
L’obiettivo è di promuovere una maggiore responsabilizzazione dei produttori, evitando che i costi di sbilanciamento continuino a gravare sui soli consumatori di energia elettrica.

Il Rapporto, approvato con la delibera 98/2012/eel, è disponibile sul sito www.autorita.energia.it


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