Autorizzazioni paesaggistiche: cosa ne pensano le imprese?

di Marco Zibetti
Il Disegno di legge 2606 revisiona il sistema delle autorizzazioni paesaggistiche, proponendosi di semplificare e velocizzare. Ecco la posizione dell’Ance

Semplificare senza sacrificare la tutela, velocizzare senza perdere qualità. È questa la sfida delle autorizzazioni paesaggistiche, al centro di un sistema spesso rallentato da procedure complesse e tempi incerti. Un tema che incide direttamente su cittadini, imprese e territori, e che ora torna sotto i riflettori con una proposta destinata a far discutere. Ma quali sono davvero le novità in arrivo? E cosa potrebbe cambiare per il settore edilizio?
Il Disegno di legge n. 2606, che affida al Governo la revisione delle regole in materia di paesaggio, ha ricevuto una valutazione positiva da parte di ANCE. Secondo l’Associazione, il provvedimento rappresenta un primo passo concreto per superare uno dei principali ostacoli burocratici nei procedimenti edilizi, spesso bloccati nella fase autorizzativa, soprattutto in presenza di vincoli paesaggistici.
Durante l’audizione del 18 febbraio presso la Camera dei deputati, l’ANCE ha evidenziato come una riforma organica possa migliorare l’efficienza amministrativa, garantendo al tempo stesso la protezione del territorio. Tra gli elementi più apprezzati figura il tentativo di armonizzare le diverse normative che oggi regolano edilizia, beni culturali e procedimenti amministrativi, ancora poco coordinate tra loro.
Rilevante anche l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra Stato e Regioni per rendere operativi i piani paesaggistici, adottati finora solo da una parte limitata del Paese. Secondo l’Associazione, il paesaggio va tutelato non solo come patrimonio culturale, ma anche come leva strategica per uno sviluppo sostenibile di lungo periodo.
Per rendere il sistema più efficace, l’ANCE propone investimenti sulle risorse umane, linee guida nazionali condivise, strumenti digitali interoperabili e un aggiornamento delle regole per rendere le procedure più uniformi e snelle.

Autorizzazioni paesaggistiche: i nodi da sciogliere

Restano però alcuni nodi da sciogliere. In particolare, non è stata confermata l’estensione degli interventi esclusi dall’autorizzazione, mentre viene ritenuta prioritaria una revisione complessiva delle norme vigenti. Positiva, invece, la scelta di affidare agli enti territoriali il rilascio delle autorizzazioni semplificate per gli interventi minori, pur auspicando criteri più chiari a livello nazionale.
Tra le ulteriori proposte figurano l’allineamento della durata dell’autorizzazione a quella dei titoli edilizi, la standardizzazione dei moduli, la completa digitalizzazione delle pratiche e una riduzione dei passaggi autorizzativi nei piani urbanistici già conformi.
Infine, l’Associazione guarda con interesse anche ai disegni di legge collegati, che introducono meccanismi di silenzio-assenso, superamento dell’inerzia amministrativa ed estensione delle sanatorie, considerati strumenti utili per ridurre incertezze e ritardi.
La riforma delle autorizzazioni paesaggistiche entra così in una fase decisiva, tra opportunità di semplificazione e la necessità di preservare un patrimonio unico. Il confronto ora si sposta sul terreno dell’attuazione.


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