Banche: 62 miliardi di sofferenze legate al mattone

Edilizia di Marco Zibetti
Unimpresa: “Invece di aiutare gli istituti ad acquisire la proprietà dei beni aziendali, era opportuno mettere le imprese nelle condizioni di ripartire e quindi anche di rimborsare i finanziamenti”

Quasi i due terzi delle sofferenze bancarie sono legate al mattone (40%) e all’industria (23%): si tratta di quasi 100 miliardi di euro, pari a oltre il 63% delle rate di finanziamenti non rimborsati dalle aziende. Sul totale di prestiti concessi dagli istituti di credito e non ripagati dalle imprese, pari a 154 miliardi, più di 62 miliardi si riferiscono infatti al settore delle attività immobiliari e a quello delle costruzioni. Le attività immobiliari pesano per oltre il 13% (20 miliardi) sui crediti deteriorati e le costruzioni per oltre il 27% (42 miliardi).

Questi i dati di un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui le misure varate dal Governo non sono sufficienti e idonee a smaltire gli arretrati dei crediti deteriorati. “Bisognava andare in una direzione diversa: più che dare una mano alle banche ad acquisire la proprietà dei beni delle imprese con il pegno non possessorio, era opportuno mettere quei settori, che rappresentano il traino dell’economia italiana, nelle condizioni di ripartire, crescere e quindi tornare a pagare con regolarità anche le rate dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, a febbraio 2016 sul totale di 154,6 miliardi di sofferenze delle imprese italiane (aziende e imprese familiari), 62,3 miliardi sono legati al mattone (40,30%). Nel dettaglio, il settore delle costruzioni pesa per 42,07 miliardi (27,21%): 3,05 miliardi si riferiscono alle imprese familiari e 39,01 miliardi alle aziende di maggiori dimensioni. Le attività immobiliari (intermediazione, gestione) pesano per 20,2 miliardi (13,08%): 354 milioni sono riconducibili ad aziende familiari e 19,8 miliardi a imprese più grandi.

In totale le sofferenze sono passate dai 187,2 miliardi di febbraio 2015 ai 196,1 miliardi di febbraio 2016 (+8,84%) in aumento di 8,8 miliardi
; a gennaio scorso le sofferenze ammontavano a 202,05 miliardi.


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