Una svolta attesa da tempo per il settore dei servizi di ingegneria e architettura prende forma con i nuovi bandi tipo. L’aggiornamento approvato dall’ANAC interviene infatti su uno dei nodi più delicati delle gare pubbliche sopra soglia europea, introducendo regole aggiornate che puntano a rendere più omogenei gli affidamenti e a ridurre le differenze interpretative tra le stazioni appaltanti.
OICE, l’Associazione che rappresenta in Confindustria le società di ingegneria e architettura, esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte dell’Anac con delibera del 15 aprile 2026 n. 153, del bando tipo n. 2, che disciplina gli affidamenti di servizi di ingegneria e architettura di valore superiore a 126.000 euro, oltre la soglia UE. Il provvedimento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Dal settore arriva un giudizio positivo anche per il percorso che ha portato al risultato, con il coinvolgimento di operatori e rappresentanze professionali. Per l’OICE, il provvedimento colma un vuoto normativo che si era creato con l’entrata in vigore del nuovo codice appalti e il mancato recepimento delle precedenti linee guida.
Il commento del presidente dell’OICE sui nuovi bandi tipo
Il Presidente OICE, Giorgio Lupoi, sottolinea: “Va dato merito all’Autorità, al Presidente Giuseppe Busia, di avere svolto un accurato e approfondito lavoro che ci ha visto peraltro coinvolti assieme ad altri rappresentanti delle stazioni appaltanti e del mondo professionale e imprenditoriale. Si colma un vuoto normativo durato tre anni, da quando cioè il nuovo codice appalti aveva ‘dimenticato’ di recepire le linee guida 1/2016, che disciplinavano questi affidamenti. Da allora chiedevamo di recepirle e adesso sono di nuovo in vigore, opportunamente aggiornate.”
Secondo OICE, il nuovo assetto normativo potrà contribuire a ridurre la disomogeneità dei bandi e dei disciplinari di gara, fenomeno che negli ultimi anni ha mostrato un incremento significativo.
Tra gli aspetti ritenuti più rilevanti dall’associazione rientrano diverse novità introdotte o chiarite nel testo, come l’ampliamento del periodo di riferimento per la valutazione del merito tecnico, l’utilizzo di criteri legati al BIM anche quando non obbligatorio per legge, nuove modalità di calcolo della cauzione definitiva e una maggiore chiarezza sui ribassi tra prestazioni professionali e attività accessorie. Positivo anche il divieto di subordinare il pagamento dei compensi all’ottenimento del finanziamento da parte della stazione appaltante.
Per OICE, questi interventi rafforzano trasparenza e concorrenza nelle procedure, con l’auspicio che il percorso di armonizzazione prosegua con un ulteriore tassello: l’introduzione del contratto tipo per garantire l’equilibrio tra le parti.
