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Bonus edilizi e incentivi alle imprese: parlano i professionisti

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Bonus edilizi e incentivi alle imprese: parlano i professionisti
I Bonus edilizi e gli incentivi alle imprese sono stati al centro di due audizioni tenute dalla Rete delle Professioni Tecniche. Ecco la posizione di Rpt

Come sostenere la crescita? I bonus edilizi e gli incentivi alle imprese sono strumenti importanti, ma vanno modulati e usati nel modo giusto. Ne ha parlato la Rete delle Professioni Tecniche, protagonista di due recenti audizioni istituzionali.
La prima audizione è stata davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sul Documento di Finanza Pubblica 2026; la seconda presso la X Commissione Attività produttive della Camera, focalizzata sulla competitività del sistema Italia, sull’andamento del PIL dal 1992 al 2025 rispetto alla media UE e sulle possibili leve per rilanciare i settori produttivi. A rappresentarla è stato Elio Masciovecchio, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

L’audizione sul Documento di Finanza Pubblica

Analizzando il Documento di Finanza Pubblica, la RPT ha evidenziato un rallentamento delle principali variabili macroeconomiche rispetto alle stime di fine 2025, legato a un contesto internazionale complesso e segnato da diversi conflitti. Nonostante ciò, secondo la Rete il Paese mantiene una buona capacità di tenuta, sostenuta anche dal contributo del comparto costruzioni, che nel post-pandemia ha vissuto una fase espansiva incidendo positivamente sulla crescita.
“Non intendiamo entrare nel merito della questione Superbonus, che è certamente complessa - ha detto Masciovecchio -. Tuttavia i Superbonus hanno comunque rimesso in moto il comparto delle costruzioni, che è tornato a dare un importante contributo alla crescita del Paese”. Tra il 2020 e il 2025, infatti, gli investimenti nelle costruzioni sono aumentati del 66%, superando quelli in mezzi di trasporto (+60%) e in impianti e macchinari (+24%). Nello stesso periodo, il valore aggiunto delle costruzioni è cresciuto del 73%, contro il 40% del manifatturiero, con un’incidenza sul totale salita dal 4,4% al 5,6%. A questi risultati si aggiungono effetti positivi su occupazione e gettito fiscale.
Alla luce di questi dati, la RPT invita a non chiudere il dibattito sugli incentivi edilizi, ma a ripensarlo in chiave sostenibile, puntando su misure di medio periodo capaci di favorire efficienza energetica e sicurezza strutturale, in un contesto caratterizzato da un patrimonio immobiliare spesso datato e bisognoso di interventi.

L’audizione sul tema della competitività

Sul fronte della competitività, l’attenzione si concentra su due direttrici principali: da un lato, il rafforzamento degli incentivi per manifattura e servizi, con un focus su digitalizzazione e sostenibilità dei processi; dall’altro, la revisione delle politiche a supporto delle costruzioni, per modernizzare il patrimonio edilizio in linea con le indicazioni europee.
“Relativamente al comparto manifatturiero e dei servizi - ha affermato Masciovecchio -, riteniamo che debbano essere garantiti sistemi diincentivo e percorsi di innovazione, in particolare in termini di digitalizzazione dei processi produttivi”. Un percorso avviato con Industria 4.0 e proseguito fino al Piano Transizione 5.0, ma che, secondo la RPT, risente ancora di eccessiva complessità normativa e rigidità nei controlli. Per questo, oltre a semplificare i meccanismi, viene ritenuto fondamentale assicurare una stabilità degli incentivi per almeno tre anni, così da permettere alle imprese di pianificare con maggiore efficacia i propri investimenti.