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Bonus Mobili confermato per il 2026, ecco la guida

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Bonus Mobili confermato per il 2026, ecco la guida
Il Bonus Mobili al 50% resta un’opportunità nel 2026. Ecco chi può usufruirne, i limiti di spesa e le condizioni per gli interventi di ristrutturazione

C’è una buona notizia per chi sta rinnovando casa e guarda con attenzione alle agevolazioni fiscali: il Bonus Mobili ed Elettrodomestici resta in campo anche nel 2026. La conferma arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato la guida aggiornata alla misura, recependo le novità introdotte dall’ultima legge di Bilancio. Un’opportunità che continua a interessare migliaia di contribuenti, ma che richiede attenzione a requisiti, limiti di spesa e tempistiche. Prima di fare acquisti, però, è fondamentale conoscere nel dettaglio come funziona il beneficio e a chi spetta davvero.
La proroga dell’agevolazione per il 2026 è prevista dall’articolo 1, comma 22, della legge n. 199/2025.

Come funziona il Bonus Mobili ed Elettrodomestici?

Il meccanismo resta quello ormai noto: è possibile portare in detrazione dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, a patto che questi ultimi siano dotati dietichetta energetica e rispettino specifici requisiti minimi. In particolare, è richiesta almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie e la classe F per frigoriferi e congelatori.
Anche per il nuovo anno il beneficio fiscale si applica su un importo massimo di 5.000 euro. La detrazione spettante viene poi suddivisa in dieci rate annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi.
Il bonus continua a essere legato a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Le spese agevolabili riguardano infatti arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di ristrutturazione, sia singole abitazioni sia parti comuni condominiali, ma solo se i beni sono destinati a queste ultime, come nel caso della guardiola o dell’alloggio del portiere. Per gli acquisti effettuati nel 2026, la condizione essenziale è che i lavori edilizi siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda la titolarità della detrazione: l’eventuale quota non utilizzata, o utilizzata solo in parte, resta legata al contribuente che ha sostenuto la spesa. Il beneficio non si trasferisce né agli eredi, in caso di decesso, né al nuovo proprietario se l’immobile viene ceduto.
La guida dell’Agenzia delle Entrate evidenzia il fatto che, rispetto al 2025, non emergono cambiamenti sostanziali: restano invariati i beneficiari, i requisiti di accesso e le modalità di utilizzo dell’agevolazione, confermando un quadro normativo improntato alla continuità.