Hai cambiato residenza dopo aver effettuato dei lavori e temi di perdere il beneficio fiscale? È un dubbio molto comune tra i contribuenti che hanno usufruito del Bonus ristrutturazioni. La normativa, però, prevede regole precise che tutelano chi ha sostenuto correttamente le spese. Vediamo cosa accade quando l’immobile ristrutturato non coincide più con la propria abitazione principale e in quali casi la detrazione può continuare a essere fruita negli anni successivi.
Il chiarimento del Fisco arriva in risposta al seguente quesito di una contribuente: “Se ho effettuato lavori di ristrutturazione nella casa in cui avevo la residenza nel 2025 e nel 2026 ho cambiato residenza, è ancora valida la detrazione sui lavori effettuati nel 2025?”.
Andrea Santoro risponde su FiscoOggi
Nel caso di interventi di ristrutturazione effettuati nel 2025 sull’abitazione in cui si aveva la residenza, anche nel caso in cui quest’ultima sia stata trasferita, nel 2026, non viene meno il diritto alla detrazione già avviata. Infatti, il beneficio fiscale è riconosciuto a chi sostiene le spese e conserva i requisiti al momento del pagamento, e continua a spettare anche qualora l’immobile non sia più adibito ad abitazione principale. L’unica eccezione riguarda l’eventuale vendita dell’immobile prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione; in tal caso il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare. In assenza di una cessione, il trasferimento della residenza non pregiudica il diritto a portare in detrazione le quote residue nei successivi anni.