Il futuro dei borghi italiani passa dalla capacità di trasformare gli interventi realizzati in opportunità durature. È questo il tema emerso a Roma al termine dell’evento “PNRR Piccoli Borghi”, promosso dal Ministero della Cultura per fare il punto sul percorso avviato negli ultimi anni e ragionare sulle politiche necessarie a sostenere i piccoli centri anche oltre la conclusione del Piano.
Tre giornate di confronto hanno riunito sindaci, Regioni, Province autonome, amministrazioni centrali, imprese, operatori culturali ed esperti. Al centro del dibattito non ci sono stati soltanto i risultati raggiunti, ma anche le condizioni necessarie per dare continuità alle iniziative, alle competenze e alle reti costruite grazie agli investimenti.
Il Programma Borghi
Il Programma Borghi, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR, ha messo a disposizione circa 1 miliardo di euro per sostenere la valorizzazione dei piccoli centri storici italiani, intervenendo sul patrimonio culturale, sui servizi e sulle attività economiche locali.
Sono 315 i borghi coinvolti in tutte le regioni italiane, attraverso 232 progetti di rigenerazione: 21 progetti pilota individuati dalle Regioni e dalle Province autonome e 211 iniziative locali promosse dai Comuni.
Il bilancio dell’attuazione comprende 3.349 interventi completati, oltre il target europeo fissato a 3.250. Nei 21 progetti pilota sono stati portati a termine 410 interventi, anche in questo caso superando l’obiettivo previsto.
Le opere hanno riguardato, tra gli altri ambiti, il recupero del patrimonio culturale, la riqualificazione degli spazi pubblici, il potenziamento dell’offerta culturale e turistica e il miglioramento dei servizi.
Un ruolo importante è stato affidato anche al sostegno dell’economia locale. Attraverso la misura ‘Imprese Borghi’, gestita da Invitalia, sono state finanziate 2.657 iniziative nei comparti della cultura, del turismo, dell’artigianato, del commercio e dell’agroalimentare.
Cosa succede dopo il PNRR
La conclusione del programma apre ora una nuova fase. L’obiettivo indicato durante l’evento è evitare che le competenze e le relazioni sviluppate negli anni del PNRR vadano disperse, trasformando invece gli investimenti realizzati in strumenti capaci di produrre sviluppo nel tempo.
Dai tavoli di lavoro è emersa la necessità di rafforzare la collaborazione tra Comuni, individuare modelli gestionali stabili per beni e servizi e continuare a sostenere imprese culturali e filiere locali. Tra le priorità figura anche il mantenimento delle competenze amministrative acquisite durante l’attuazione degli interventi.
Un altro punto riguarda la partecipazione delle comunità locali, insieme alla necessità di politiche integrate che mettano in relazione cultura, abitare, servizi, lavoro, innovazione e sostenibilità ambientale.
Al termine dei lavori, sindaci e amministratori hanno consegnato al Ministero della Cultura un documento con proposte e richieste per assicurare continuità alle iniziative avviate.
“Dalla prossima settimana partirà il tavolo tecnico per analizzare nel dettaglio le richieste che sono arrivate dai sindaci attraverso il documento conclusivo di queste giornate di lavoro. Il Ministero della Cultura prenderà in mano il coordinamento di questo percorso perché non vogliamo che i borghi perdano le capacità e le energie messe in campo in questi anni di PNRR”, ha affermato la Sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni.
Nel confronto è stata sottolineata anche la possibilità di guardare ai piccoli centri non soltanto come destinatari di interventi di tutela, ma come luoghi capaci di produrre cultura, attrattività e sviluppo.
Il bilancio finale del Programma Borghi riassume quindi un percorso che ha coinvolto risorse, amministrazioni e imprese: circa 1 miliardo di euro attivati, 315 borghi interessati, 232 progetti finanziati, 2.657 iniziative imprenditoriali sostenute e 3.349 interventi completati. Tutti i target previsti dal PNRR risultano raggiunti e superati.