Il futuro della riqualificazione energetica degli edifici passa anche dalle decisioni che il Governo prenderà nei prossimi mesi. Al centro del confronto torna il cappotto termico, insieme alla necessità di definire un quadro stabile per gli interventi sul patrimonio edilizio. È questo il messaggio portato in Senato da Filippo Colonna, presidente di Cortexa, nel corso dell’audizione del 20 ottobre davanti all’Ufficio di Presidenza della Commissione Politiche dell’Unione europea.
L’occasione è stata l’esame della Legge di delegazione europea 2026. Cortexa ha chiesto di inserire nel provvedimento la delega per il recepimento della direttiva europea 2024/1275, EPBD IV, la cosiddetta Direttiva Case Green, attualmente assente dal testo.
Secondo Colonna, il recepimento rappresenta un passaggio necessario per avviare concretamente l’attuazione della direttiva in Italia e dovrebbe essere accompagnato dalla pubblicazione, entro il 31 dicembre 2026, della proposta di Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici e dalla relativa consultazione pubblica.
Povertà energetica e sicurezza degli approvvigionamenti
Durante l’audizione, il presidente di Cortexa ha evidenziato le ricadute sociali della riqualificazione. Secondo i dati OIPE 2024, il 9,1% delle famiglie italiane, pari a circa 2,4 milioni di nuclei, si trova in condizioni di povertà energetica.
L’efficientamento dell’involucro può contribuire a ridurre consumi e costi, migliorando al tempo stesso il comfort abitativo. Gli studi citati da Cortexa indicano, per gli edifici dotati di cappotto, una possibile riduzione dei consumi energetici fino al 45% e delle emissioni di CO₂ fino al 50%.
Per Colonna, tuttavia, gli incentivi non bastano: gli interventi devono essere accessibili anche alle famiglie incapienti e a quelle che non dispongono della liquidità necessaria per sostenerne i costi iniziali.
Un altro punto riguarda la sicurezza energetica. Il principio indicato come riferimento è quello dell’'Energy Efficiency First', secondo cui ridurre il fabbisogno energetico dovrebbe precedere il dimensionamento degli impianti. In quest’ottica, l’isolamento dell’involucro assume un ruolo centrale nella strategia di efficientamento.
La richiesta di un quadro stabile per il settore
Cortexa ha posto l’accento anche sulle conseguenze economiche di una politica di riqualificazione priva di continuità. La filiera dell’isolamento, secondo quanto illustrato in Senato, ha registrato una contrazione del 55% dei volumi negli ultimi tre anni.
“Stabilità e traiettorie chiare sono le uniche ricette per l’attuazione di un programma di riqualificazione efficace”, ha sottolineato Colonna, evidenziando la necessità di una prospettiva di medio-lungo periodo che consenta alle imprese di programmare produzione, formazione, occupazione e investimenti.
Le proposte per il Piano nazionale
Tra gli indirizzi indicati da Cortexa figurano incentivi pluriennali legati alle prestazioni energetiche, strumenti dedicati alle famiglie fragili, garanzie e finanziamenti sostenibili, oltre alla possibilità di realizzare gli interventi per fasi all’interno di un progetto complessivo.
L’associazione chiede inoltre di coordinare incentivi, programmi per gli edifici pubblici e obblighi sulle rinnovabili, garantendo qualità della progettazione e della posa, controlli sui materiali e pluralità degli operatori.
La proposta comprende infine sportelli di assistenza per famiglie e condomìni e un tavolo permanente tra ministeri e rappresentanti della filiera.
La richiesta conclusiva di Cortexa è quindi chiara: inserire la delega per il recepimento della EPBD IV nella Legge di delegazione europea 2026 e fornire certezze sui tempi del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici. Per il comparto, la sfida non riguarda soltanto gli obiettivi ambientali, ma anche la possibilità di costruire una strategia stabile per la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.