Caro energia: le imprese chiedono un intervento urgente

di Marco Zibetti
L’Ance denuncia una situazione complicata. Tra caro energia, rincari dei materiali e ritardi nei pagamenti, cresce la pressione sulle imprese edili

Il caro energia mette sotto pressione il settore delle costruzioni. In un contesto caratterizzato anche dai rincari delle materie prime, da costi produttivi in crescita e ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, le imprese chiedono misure immediate per evitare ripercussioni sui cantieri e sulla realizzazione degli interventi strategici per il Paese. In questo contesto arriva un primo segnale da Bruxelles, accolto con favore dagli operatori del comparto.
La presidente di Ance, Federica Brancaccio, ha espresso apprezzamento per la lettera inviata agli Stati membri dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, considerandola un primo passo concreto a sostegno delle imprese e dei cittadini maggiormente colpiti dalla crisi energetica. Secondo Ance, è ora necessario destinare le risorse disponibili alle aziende delle costruzioni, che stanno proseguendo i lavori in una situazione economica già particolarmente complessa.
Brancaccio ricorda inoltre che le imprese attendono ancora i ristori legati agli aumenti dei costi dell’energia e dei materiali registrati a partire dal conflitto in Ucraina.

Le tensioni internazionali a complicare la situazione

A peggiorare il quadro contribuiscono anche le tensioni internazionali più recenti. Con l’esplosione della guerra nel Golfo, infatti, diversi materiali da costruzione hanno subito forti rincari. Tra questi il bitume, cresciuto del 55% tra febbraio e aprile, mentre alcuni materiali plastici hanno registrato aumenti superiori al 100%, con il polietilene a +111,5% e il polipropilene a +104,4%.
A ciò si aggiunge il problema dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, una criticità che, secondo Ance, rischia di compromettere la fase conclusiva degli interventi finanziati dal Pnrr.
“Il protrarsi del conflitto, purtroppo, sta minando la sostenibilità finanziaria di tanti lavori, con il rischio di fermo dei cantieri e di rallentamento dell’economia. Pericolo che dobbiamo scongiurare con tutte le forze intervenendo con urgenza”, conclude Brancaccio.


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