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Case per i lavoratori: quante ne mancano all’appello?

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Case per i lavoratori: quante ne mancano all’appello?
Un nuovo rapporto analizza il fabbisogno di case per i lavoratori nei territori più dinamici, tra domanda abitativa, offerta e investimenti necessari

Trovare casa vicino al luogo di lavoro potrebbe diventare una delle grandi sfide dei prossimi anni. Nei territori italiani dove l’economia corre e la domanda di personale cresce, infatti, l’offerta abitativa non sembra tenere il passo. È qui che si apre il tema delle case per i lavoratori, tra nuove esigenze, prezzi in aumento e necessità di ripensare il patrimonio residenziale.
Il quadro emerge dal quarto Rapporto “La casa per la città del futuro - La nuova geografia dell’abitare tra bisogno sociale e sostenibilità economica”, realizzato da Scenari Immobiliari, in collaborazione con Investire SGR, e presentato al 34° Forum di Rapallo.
Secondo lo studio, sono oltre 25 milioni i lavoratori che vivono nei territori caratterizzati da una forte dinamica economica. La crescita delle attività produttive si accompagna però a una progressiva riduzione dell’offerta abitativa e all’aumento dei valori immobiliari. Il risultato è un fabbisogno stimato in 840 mila abitazioni, di cui circa 540 mila per lavoratori continuativi e 300 mila per quelli stagionali. Per soddisfarlo servirebbero oltre 70 milioni di metri quadrati residenziali e investimenti superiori a 235 miliardi di euro.
La casa diventa così un elemento strategico anche per la competitività dei territori. La difficoltà nel reperire personale, che riguarda circa il 50% delle figure oggi ricercate, si intreccia infatti con la possibilità di offrire abitazioni accessibili, flessibili e compatibili con il reddito delle famiglie.
“Il tema dell’abitare, oltre che rilevante questione sociale, rappresenta oggi una leva strategica per la competitività dei territori e per la crescita economica del Paese”, dichiara Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari. Sono circa quattro milioni, secondo l’analisi, i lavoratori potenzialmente esposti a difficoltà nel trovare un’offerta abitativa compatibile con le proprie possibilità economiche.
L’indagine ha analizzato i 515 Sistemi Locali del Lavoro italiani, evidenziando differenze significative tra territori. Il fabbisogno maggiore si concentra nei sistemi a prevalente vocazione terziaria, con circa 410 mila abitazioni, seguiti dalle aree turistiche con 287 mila e da quelle industriali con 110 mila. Per colmare l’intero deficit, anche in un orizzonte di lungo periodo, sarebbe necessario immettere sul mercato circa 35 mila nuove abitazioni ogni anno, pensate per diverse categorie di lavoratori e caratterizzate da prezzi e canoni calmierati.

Case per i lavoratori: quali soluzioni al problema?

Tra le possibili soluzioni indicate dal rapporto figurano il recupero degli immobili inutilizzati o sottoutilizzati, la riqualificazione del patrimonio esistente, l’adeguamento degli strumenti urbanistici e un maggiore coinvolgimento della finanza istituzionale.
Per Investire SGR, il segmento dell’Affordable Living può assumere un ruolo infrastrutturale. “Il mercato immobiliare deve poter considerare il segmento residenziale dell’Affordable Living come un investimento infrastrutturale”, afferma Michele Beolchini, Head of Product Development & Fundraising di Investire SGR. La società ricorda di essere attiva da oltre quindici anni nelle infrastrutture sociali: attraverso 14 fondi ha raccolto oltre 1,5 miliardi di euro destinati alla realizzazione di circa 6.500 appartamenti e 4.000 posti letto per studenti.