Un programma di lavoro fino al 2018 per attuare l'accordo di Parigi e per limitare il riscaldamento globale a due gradi centigradi entro il 2100. Si è chiusa con questo impegno, come rivela l’agenzia di stampa Askanews, la COP22, la conferenza Onu sul clima che si è tenuta a Marrakech, in Marocco.
Si sono concluse così due settimane di discussioni che hanno avuto spesso al centro l'elezione negli Stati Uniti di Donald Trump, da sempre scettico sulle questioni climatiche.
"Noi contiamo sul suo pragmatismo. La comunità internazionale è impegnata su una grande battaglia per il futuro del pianeta", ha dichiarato il presidente della conferenza, Salaheddin Mezouar. Il quale ha anche annunciato l'adozione di un documento in cui i 197 Paesi partecipanti si impegnano a progredire nell'attuazione dell'accordo di Parigi e a incontrarsi nuovamente nel 2017 per "esaminare i progressi".
Numerose le novità concrete emerse in questi giorni di trattative: dal Marocco, che ha annunciato un obiettivo del 52% di rinnovabili elettriche al 2030, al Brasile, che ha tagliato un miliardo di dollari di sussidi alle fossili. La Cina con le rinnovabili sta reimpiegando forza lavoro per combattere il pesante inquinamento dell’aria. Il ministro dell’Ambiente tedesco, Barbara Hendricks, ha invece affermato che l'Europa compenserà gli eventuali mancati obiettivi statunitensi. E, non ultimo, a Marrakech è stato registrato l'impegno dei 47 Paesi più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici, che hanno annunciato di voler puntare a uno scenario 100 per cento rinnovabile.