Ciaccia: centinaia di domande per il Piano Città. Ma l’Inu è deluso dal Governo

Lavori pubblici di Marco Zibetti
La cabina di regia provvederà ad assegnare le risorse alle realtà locali che possono assicurare la cantierabilità immediata e la capacità di coinvolgere il capitale privato


Per il piano città sono arrivate centinaia di domande, che dovranno ora essere esaminate dalla cabina di regia. Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia.

''Sono arrivate svariate centinaia di domande - ha detto il viceministro -, che testimoniano una necessita' diffusa. Ora la cabina di regia, definita l'analisi delle proposte, provvedera' ad assegnare le risorse alle realta' locali che possono assicurare la cantierabilita' immediata e la capacita' di coinvolgere il capitale privato''. A quanto si apprende le domande arrivate sono circa 350-400.

Nel frattempo, una dura critica è arrivata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica: "Ci contavamo su questo governo, ma ha deluso: il piano città e il provvedimento sul consumo di suolo sembravano nelle premesse meglio di come poi si sono rivelati". Lo ha detto nel corso della giornata di chiusura di Urbanpromo social housing, la manifestazione sulle politiche abitative sociali organizzata a Torino dall'Inu e da Urbit, il presidente Federico Oliva.

Il numero uno dell’Istituto ha spiegato: "Il piano città non porta nessuna innovazione. I 200 milioni sono pochi per una politica complessiva di rigenerazione urbana di livello nazionale, e  per di più praticamente nulli sono i fondi nuovi, si tratta di recupero di vecchi stanziamenti, addirittura a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. Inoltre il piano città si basa su un modello stravecchio, è un'operazione di cantierizzazione di progetti fermi".

Nel suo intervento Oliva ha sottolineato l'importanza delle risorse per l'attuazione di una politica per le città: "Il governo, nonostante gli sforzi, non è riuscito a fermare l'incremento del debito pubblico. Non abbiamo più risorse che arrivano alle città dalla fiscalità generale, i trasferimenti si sono progressivamente azzerati.

Dobbiamo trovare un'altra fonte di finanziamento: la via è una redistribuzione sociale della rendita che è un po' acciaccata ma ancora resiste. Occorre una nuova fiscalità, oltre che un uso più intelligente della fiscalità locale,  per finanziare la città pubblica. Parlo dei servizi, delle infrastrutture, degli spazi pubblici
".


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