Il nuovo Codice dell'edilizia promette di semplificare norme e procedure, ma dietro questa spinta al riordino si nascondono criticità tutt’altro che marginali. È davvero possibile intervenire su temi complessi come urbanistica e governo del territorio con un approccio esclusivamente edilizio? I dubbi sollevati dagli esperti aprono uno scenario che merita attenzione.
A mettere in guardia è l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), che ha elaborato un documento di osservazioni critiche sul disegno di legge delega attualmente all’esame del Parlamento. Il testo, pubblicato su “Urbanistica Informazioni” e al centro di un incontro di “Urbanpromo Letture” previsto per il 15 aprile, è stato redatto da un gruppo guidato dal presidente Michele Talia insieme ad altri studiosi del settore.
Secondo l’INU, il ddl interviene su ambiti che travalicano la sfera edilizia, toccando direttamente questioni tipiche dell’urbanistica e della pianificazione del territorio. Nel documento si evidenzia come vengano affrontati temi cruciali (dai titoli abilitativi alla rigenerazione urbana, fino ai meccanismi perequativi e ai cambi d’uso) senza però un adeguato inquadramento nei principi fondamentali della disciplina urbanistica.
Nel testo si legge che l’impostazione della delega sembra considerare la città come un insieme di trasformazioni puntuali da semplificare, svincolate dal disegno complessivo dei piani urbanistici. Un approccio che rischia di entrare in conflitto con le norme esistenti e di indebolire il ruolo della pianificazione, rendendo le regole sempre più flessibili e meno vincolate a una visione organica del territorio.
Per l’Istituto, il rischio è quello di produrre norme che non risolvono i problemi, ma li ripropongono. Questo accade soprattutto in assenza di un riordino complessivo della normativa vigente e senza l’introduzione di un sistema chiaro di principi guida. Tra questi, l’INU indica sostenibilità, sussidiarietà, pianificazione, coerenza e copianificazione tra istituzioni, oltre alla definizione di standard minimi per le dotazioni territoriali.
Codice dell’Edilizia: le altre criticità
Il documento sottolinea inoltre la necessità di affrontare in modo strutturato temi come il consumo di suolo, la collaborazione tra pubblico e privato, la perequazione e la rigenerazione urbana. Tutti elementi che, secondo l’Istituto, dovrebbero trovare spazio in una legge organica sul governo del territorio, già proposta dall’INU al Senato nel luglio 2024.
Non manca, infine, un rilievo sul possibile profilo di incostituzionalità del ddl. Gli esperti evidenziano che l’intervento sull’esistente non può essere ricondotto alle sole norme edilizie, perché il sistema urbano richiede un approccio più ampio, capace di integrare aspetti funzionali, ambientali, economici e sociali.
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