Dare una seconda casa in comodato d'uso a una società immobiliare può sembrare un passaggio semplice, ma cosa succede quando l’immobile viene poi affittato? La questione fiscale può riservare qualche dubbio, soprattutto quando si tratta di stabilire a chi debba essere attribuito il reddito generato dalla locazione. Una risposta dell’Agenzia delle Entrate chiarisce come comportarsi in questo caso. Partiamo dal quesito specifico posto da una contribuente.
“Do in comodato d’uso gratuito ad una società immobiliare una mia seconda casa, la società affitta l’immobile: chi dichiara il reddito dell’affitto?”.
La risposta di Andrea Santoro su FiscoOggi
In linea generale, il reddito fondiario derivante dalla locazione di un immobile, percepito dal comodatario, deve essere imputato al proprietario comodante (risoluzione n. 394/2008). Come previsto dall’articolo 26 del Tuir, i redditi fondiari “concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale”. Il comodato d’uso, disciplinato dal codice civile, infatti è un contratto che trasferisce solo un diritto “personale” di godimento del bene e non anche il possesso in virtù di un diritto “reale”, che resta, quindi, in capo al proprietario.