Compravendite e mutui di fonte notarile: il quadro del I trimestre

L’Istat fornisce dati incoraggianti per il settore immobiliare, relativi al I trimestre del 2018. Le convenzioni notarili di compravendite o relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari (pari a 176.687) crescono dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (+0,5% il settore abitativo e +1,3% l’economico).

Per il complesso delle transazioni l’incremento congiunturale interessa le Isole (+8,4%) e, in misura più lieve, il Sud e il Centro (+0,9% entrambi); risulta in flessione il Nord-ovest (-1,0%). Il settore abitativo segue sostanzialmente l’andamento generale. Il comparto economico segna valori positivi nelle Isole (+4,0%), al Centro (+2,5%) e nel Nord-ovest (+1,9%); resta sostanzialmente stabile nel Nord-est e nel Sud (-0,1% per entrambi).

Su base annua le transazioni immobiliari crescono complessivamente del 4,2% (il settore abitativo +4,4% e l’economico +2,1%).

Rispetto al I trimestre 2017, l’incremento registrato nei primi tre mesi del 2018 riguarda tutte le aree geografiche del Paese per l’abitativo: Isole (+10,9%), Sud (+6,9%), Centro (+4,2%), Nord-est (+3,9%) e Nord-ovest (+2,1%). Il settore economico cresce al Centro (+5,9%), al Sud (+3,4%), nelle Isole (+2,9%) e nel Nord-est (+0,8%); fa eccezione il Nord-ovest, con un lieve calo (-0,2%). Si osserva un incremento su base annua sia nelle città metropolitane sia nei piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente +3,5% e +5,2%, per l’economico +3,4% e +1,2%.

Il 94% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo e accessori (166.055), il 5,5% ad uso economico (9.733) e lo 0,5% ad uso speciale e multiproprietà (899).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (94.015) crescono dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 3,3% su base annua.

La crescita congiunturale è maggiore nelle Isole (+10,5%), più contenuta nel Centro (+2,9%) mentre è sostanzialmente stabile nelle altre ripartizioni geografiche. Su base annua la flessione riguarda il Centro (-5,4%), il Nord-ovest (-4,8%), il Nord-est (-3,0%) e il Sud (-1,6%); fanno eccezione le Isole (+6,7%). La flessione tendenziale riguarda sia le città metropolitane (-2,1%) sia i piccoli centri (-4,2%).