Concordato preventivo biennale: Il Fisco aggiorna la proposta

di Marco Zibetti
Nuovo decreto sul concordato preventivo biennale: definiti criteri di calcolo, durata e adeguamenti della proposta fiscale per il biennio 2026-2027

Nuove regole, criteri aggiornati e attenzione al quadro economico internazionale: il concordato preventivo biennale entra in una nuova fase per professionisti e imprese che applicano gli Isa. Con il decreto firmato l’11 maggio 2026 dal ministero dell’Economia e delle Finanze prende forma la metodologia che guiderà l’Agenzia delle Entrate nella definizione delle proposte per il biennio 2026-2027. Un passaggio tecnico solo in apparenza, perché dietro le nuove modalità di calcolo si nascondono elementi destinati a incidere concretamente sulla posizione fiscale dei contribuenti.
Il provvedimento dà attuazione alle disposizioni introdotte dal Dlgs n. 13/2024 e definisce il sistema con cui verranno elaborate le proposte rivolte ai soggetti Isa nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025. Il testo, composto da sette articoli e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, stabilisce criteri, durata e meccanismi di adeguamento del concordato.
La metodologia approvata riguarda i contribuenti che producono reddito d’impresa o di lavoro autonomo e tiene conto delle peculiarità delle singole attività economiche. Nella formulazione della proposta, l’Agenzia delle Entrate dovrà valutare non solo i dati dichiarati dal contribuente, ma anche l’andamento dei mercati, gli indicatori Isa, i risultati economici degli ultimi tre anni e i valori medi di settore.
Un ruolo centrale sarà affidato alle proiezioni macroeconomiche relative al 2026 e al 2027, utilizzate per adeguare in chiave prospettica redditi e valori concordati, anche sulla base delle stime di crescita del Pil. Tutti i criteri tecnici e gli elementi di calcolo sono contenuti nella nota metodologica allegata al decreto.
L’articolo 3 chiarisce che il concordato potrà riguardare reddito d’impresa, reddito di lavoro autonomo e valore della produzione netta ai fini Irap, con validità per i periodi d’imposta 2026 e 2027.

Concordato preventivo biennale: focus su circostanze eccezionali e principio di gradualità

Ampio spazio anche alle circostanze eccezionali che possono far decadere il concordato. Il decreto conferma i casi già previsti, come calamità naturali, danni ai locali, sospensione dell’attività o procedure di liquidazione, introducendo inoltre una nuova fattispecie collegata alle difficoltà economiche generate dall’aumento dei prezzi legato alla crisi geopolitica in Medio Oriente.
Prevista anche la possibilità di rivedere la proposta per il 2026 qualora, prima dell’adesione, il contribuente segnali eventi straordinari che abbiano inciso sull’attività. In questi casi, il reddito o il valore della produzione potranno essere ridotti in misura proporzionale alla durata della sospensione dell’attività.
Confermato infine il principio di gradualità: l’eventuale incremento di reddito stimato per il 2026 rispetto al 2025 sarà considerato soltanto al 50%, sia ai fini delle imposte dirette sia dell’Irap.


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