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Confprofessioni: il Ddl Stabilità presenta parecchie discriminazioni che vanno rimosse

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Le osservazioni di Confprofessioni sulla manovra 2016: si chiede un intervento deciso per sburocratizzare gli apparati e i processi amministrativi e giudiziari


Ottimismo e coraggio, ma anche parecchie discriminazioni che vanno rimosse. È questo il messaggio lanciato da Confprofessioni alla Commissione Bilancio del Senato, lunedì 2 novembre nel corso dell'audizione sul Ddl Stabilità.

Dopo aver preso atto degli sforzi annunciati dal governo per alleggerire il carico fiscale per famiglie, professionisti e imprese, Confprofessioni ha messo a fuoco le diverse misure del ddl che coinvolgono direttamente i liberi professionisti, sollecitando un intervento deciso del parlamento per sburocratizzare gli apparati e i processi amministrativi e giudiziari “che sono oggi appesantiti da lentezza, arretratezza informativa, sprechi e corruzione” si legge nella relazione di Confprofessioni.

Con il passare degli anni, nonostante i tentativi di riforme parziali, i sistemi della pubblica amministrazione e della amministrazione della giustizia appaiono sempre più distanti dalle competenze e dalle professionalità espresse dal lavoro privato: questo ‘gap’ burocratico rappresenta un’insopportabile zavorra in termini di costi condivisi e inefficienza, che mina alle basi la possibilità di invertire stabilmente la rotta dell’economia italiana, allontana gli investimenti e diffonde sfiducia e disillusione nelle forze vive del tessuto sociale del Paese”.
 
Entrando nel merito delle misure inserite nel ddl Stabilità che toccano da vicino i professionisti, Confprofessioni ha evidenziato una serie di “perplessità causate da incongruenze e discriminazioni, che potrebbero essere facilmente rimosse, senza oneri eccessivi per il bilancio dello Stato e con vantaggio per la semplicità del quadro regolativo”.