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Congresso Nazionale degli Ingegneri: più Ingegneria nel futuro dell'Italia

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Cala il sipario sul 56° Congresso Nazionale: dai professionisti riuniti nel capoluogo pugliese anche l’annuncio di una Carta eco-etica prossima alla presentazione ufficiale


Più ingegneria nel futuro dell’energia, delle infrastrutture e della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Solo così, e attraverso un’adeguata riforma delle professioni, resa possibile in tempi certi (entro 12 mesi) dall’articolo 3 della Manovra in corso d’approvazione al Parlamento, si potrà fornire un contributo fondamentale alla crescita dell’Italia.

Nel corso della sessione conclusiva di oggi pomeriggio è stata approvata per acclamazione la mozione congressuale, nella quale si elencano alcune linee direttive che la professione deve seguire per incentivare lo sviluppo del Paese: tra queste la riqualificazione e l’uso consapevole del territorio, l’adeguamento sismico, l’efficienza energetica, la sostenibilità paesaggistica e ambientale, la riabilitazione del tessuto edilizio e sociale, il potenziamento delle infrastrutture.

Due ulteriori documenti, elaborati dal Tavolo permanente per le problematiche degli ingegneri dipendenti e dalla Commissione dei Giovani Ingegneri, oltreché un’osservazione degli ingegneri docenti, sono stati approvati e inseriti nella mozione in qualità di raccomandazioni ed emendamenti di cui tenere conto.

Annunciata, poi, la presentazione di una Carta eco-etica dell’ingegneria italiana. “E’ la prima volta - sottolinea Giovanni Rolando, presidente del CNI - che un organismo elabora un testo del genere, sull’etica ambientale”, in una fase di transizione epocale, caratterizzata dalla necessità di modificare radicalmente i modelli di sviluppo. Felice Palmeri, docente all’Università di Bologna, nel presentare la Carta ha rilevato che “le professioni a matrice tecnico-scientifica sono chiamate oggi ad esercitare un ruolo chiave nel chiedere alla politica investimenti immediati a fronte di ritorni proiettati a medio e lungo termine”.

A chiusura dei lavori, i ringraziamenti del “padrone di casa”, Domenico Perrini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, e il passaggio del testimone a Marco Manfroni, presidente dell’Ordine di Rimini, dove tra un anno si potrà tracciare un bilancio sulla riforma della professione e sugli indirizzi intrapresi e da intraprendere.