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Consumo di suolo: i numeri spaventano. Come ridurlo?

di Marco Zibetti
Il consumo di suolo continua a crescere, ma il Rapporto Ispra-Snpa individua anche ampi margini per recuperare aree, rigenerare città e tutelare il territorio

Quanto spazio c’è ancora per cambiare volto alle nostre città senza aggiungere altro cemento? Molto più di quanto si potrebbe pensare. Il nuovo Rapporto sul consumo di suolo in Italia fotografa infatti un quadro ancora critico, ma individua anche un patrimonio di superfici che potrebbe essere recuperato, trasformato e restituito a nuovi usi. Una possibilità concreta per ripensare gli spazi urbani e ridurre la pressione sul territorio.
Secondo l’edizione 2026 dello studio realizzato da Ispra e Snpa, sono oltre 2.100 i km² di superfici potenzialmente recuperabili in Italia. A questi si aggiungono 3.281 km² destinabili alla forestazione urbana e 1.116 km² di tetti utilizzabili per il fotovoltaico. Sono inoltre quasi 9,6 milioni le abitazioni non occupate che potrebbero essere recuperate e riutilizzate.
Le aree pubbliche urbane potenzialmente interessate da interventi di ripristino superano i 35mila ettari, soprattutto nel Lazio, in Lombardia e Veneto. Tra i capoluoghi, Roma è quello con la maggiore estensione.

Il consumo di suolo continua a crescere

Nel 2025 le superfici artificiali arrivano al 7,19% del territorio nazionale, pari a 21.644 km². In un solo anno sono stati trasformati oltre 10.200 ettari di aree naturali, mentre i ripristini si sono fermati a 746 ettari, lasciando un saldo negativo di quasi 9.500 ettari.
Sicilia, Lazio, Puglia e Lombardia registrano gli incrementi più consistenti. Lombardia, Veneto e Campania sono invece le regioni con la maggiore quota di territorio coperto da edifici e infrastrutture.
Dal 2006 il fenomeno ha interessato il 96% dei Comuni italiani. Il consumo di suolo avanza inoltre anche nelle aree esposte a rischi naturali, con 1.106 ettari in più nelle zone a rischio alluvione e 707 in quelle a rischio frana.

Cantieri, logistica e fotovoltaico spingono il consumo di suolo

I cantieri rappresentano il 52,6% delle nuove superfici artificiali, con 5.387 ettari coinvolti. Crescono anche piazzali e aree di servizio, mentre la logistica aggiunge 390 ettari in un anno. Continua inoltre l'espansione del fotovoltaico a terra, con 2.798 ettari in più, quasi quaranta volte il dato del 2021.

Città più impermeabili e temperature più alte

Oltre due terzi delle nuove trasformazioni riguarda le aree urbane. Nel 2025 sono stati persi 4.231 ettari di verde e 320 ettari di copertura arborea. Nelle zone maggiormente impermeabilizzate le temperature possono superare di oltre 10°C quelle delle aree rurali vicine, mentre la presenza di alberi può ridurle fino a 1,6°C.
Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA-SNPA, sottolinea: “Oggi la conoscenza ambientale non serve solo a descrivere i problemi, ma a costruire le soluzioni”. Il Rapporto punta così non soltanto a misurare l’avanzata del fenomeno, ma anche a individuare le opportunità per recuperare e rigenerare ciò che già esiste.


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