Si è svolto, nell’ambito di Urbanpromo 2011, il convegno organizzato dal comune di Bologna dal titolo “Bologna: tempi e modi della riqualificazione”.
L’assessore all’Urbanistica Patrizia Gabellini ha introdotto il tema del convegno che ha voluto presentare i principali progetti della città oggi in fase di realizzazione grazie al partenariato pubblico-privato, ma frutto di una genesi trentennale.
L’assessore ha poi sottolineato come «non ci siamo mai trovato davanti a una riqualificazione così estesa, perché ci troviamo in un territorio poroso, con aree industriali e ferroviarie di vecchia generazione che inducono fenomeni di degrado che si riverberano nell’intorno, generando una città incerta e danneggiata nei suoi valori civili ed economici».
Il convegno è stato strutturato in due parti: la prima è stata dedicata agli interventi nella città storica, il percorso Genus Bononiae della Fondazione Carisbo e gli interventi sullo spazio pubblico promossi dal Comune di Bologna.
Genus Bononiae – ha precisato Fabio Roversi-Monaco, presidente della Fondazione Carisbo - nasce come museo per descrivere il corso della vita della città, la sua stirpe, ovvero il suo genus. Al Museo vero e proprio, collocato a Palazzo Pepoli Vecchio, che sarà inaugurato come superficie espositiva di circa 6000 mq nel gennaio 2012, si sono affiancati altri spazi di elevato profilo culturale: l’ex Chiesa di San Giorgio in Poggiale che, grazie ad un accordo con la Fondazione del Monte, sarà sede della Bologna degli Archivi, il complesso di San Colombano, Palazzo Fava, nel quale è visitabile il fregio dei Carracci con le storie di Giasone, l’Osteria del Sole. Due chiese sono state acquisite in connessione per 25 anni: Santa Cristina e Santa Maria della Vita.
Francesco Evangelisti, dirigente del comune di Bologna, ha spiegato le occasioni di riqualificazione promosse dal comune nel centro storico: la pedonalizzazione del cortile di Palazzo d’Accursio, la risistemazione delle strade che danno accesso ai musei cittadini, oltre che di piazza Minghetti. Più complessa la soluzione del problema della pedonalizzazione del centro, già sperimentata in occasione del T Day del 17 e 18 ottobre, manifestazione che ha liberato le vie più centrali dal traffico motorizzato. Verranno inoltre promosse iniziative che vanno a favore di una maggiore sostenibilità del centro storico: raccolta porta a porta dei rifiuti e più intenso sfruttamento dei pochi spazi verdi fruibili al pubblico.
La seconda parte del convegno è stata dedicata ai progetti di sostituzione: Cristina Tartari, architetto di TASCA Studio e progettista del Consorzio Mercato Navile, ha illustrato il progetto di riqualificazione dell’ex Mercato ortofrutticolo, luogo di frontiera dopo la dismissione, ma di enormi potenzialità per la prossimità alla ferrovia.
La progettista ha precisato che il progetto «è corale perché partecipato con i cittadini e parte dalle esigenze della popolazione del quartiere Bolognina», con l’inserimento di un grande parco al centro dell’insediamento e ospita, oltre a residenze, numerose funzioni terziarie, commerciali, scolastiche, sanitarie. Per tutti gli edifici sono state date indicazioni stringenti per la sostenibilità del progetto (certificazione energetica, isole ecologiche, tetti verdi, ecc...), con l’obiettivo di ridurre il fabbisogno energetico del 66%.
Giuseppe Lobalsamo, responsabile immobiliare UNIPOL, ha illustrato il progetto della torre Unifimm, nuova sede degli uffici UNIPOL. L’intervento si caratterizza per la presenza di una nuova piazza che ospiterà spazi commerciali e della torre di 120 metri, dotata di certificazione LEED e alti standard di efficienza energetica.
Marco Morello, dirigente dell’Agenzia del Demanio, ha affrontato il problema del programma unitario di valorizzazione delle aree dismesse nel comune di Bologna. La valorizzazione economica degli immobili deve «fare da volano perché l’amministrazione pubblica possa risolvere le criticità causate da questi spazi». Inoltre, bisogna creare le condizioni perché il mondo dell’imprenditoria non sia scoraggiato dal rischio amministrativo e dal prolungarsi dei tempi burocratici. A Bologna, alcuni beni sono già stati venduti, mentre per altri si stanno valutando, insieme alla direzione regionale del MIBAC, le regole che ne definiranno i processi di valorizzazione; in questo modo, la comunità potrà fruire di importanti aree riguadagnate all’uso pubblico.
Francesco Dal Co, professore allo IUAV di Venezia e consulente di G.D, ha presentato il nuovo centro per la Tecnologia, l’arte e l’innovazione, che sarà completato nel 2012. Voluto dalla famiglia Seragnoli come spazio a servizio dei dipendenti G.D, ma anche dell’intera cittadinanza, l’edificio ospiterà un ristorante aziendale, un museo interattivo, l’Academy per la formazione del personale specializzato, un asilo e sarà completato da un giardino progettato da Paolo Pejrone.