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Cosa chiedono al Governo le società di progettazione?

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Cosa chiedono al Governo le società di progettazione?
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Nei giorni scorsi si era avuta l'impressione che il Governo potesse aprire a nuovi interventi sul Codice Appalti. Poi la precisazione della Ministra De Micheli. Ecco cosa ne pensa l’OICE

Nei giorni scorsi la Ministra per le Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, ha dichiarato, in audizione alla Camera, l’intenzione di non proporre modifiche al Codice degli appalti, “perché non si può modificarlo ad ogni cambio di Governo”. Cosa ne pensano le società di progettazione? E quali interventi ritengono necessari?

La posizione dell’OICE

Gabriele Scicolone, Presidente dell'OICE, l'Associazione confindustriale delle società di ingegneria e architettura, commenta: "La precisazione della neo Ministra ci tranquillizza sul fatto che il testo del codice rimarrà quello già ritoccato a giugno con lo 'sblocca cantieri'. Nei giorni scorsi si era avuta l'impressione che il Governo potesse aprire (in alcuni passaggi della Nadef e nella Manovra) a nuovi interventi e addirittura a un 'nuovo testo unico sugli appalti'. In un momento in cui la domanda pubblica appare in ripresa, anche nel settore dei lavori, ci sembrerebbe insensato riaprire un cantiere normativo su un decreto che, in tre anni, ha già subito pesanti rimaneggiamenti. Siamo invece convinti che occorrano stabilità e certezza di regole a livello di normativa primaria e che sia necessario portare rapidamente a compimento il regolamento attuativo".

Questo non significa che il codice sia esente da pecche: "Qualcosa si dovrà fare, ad esempio, per la materia del subappalto dopo la sentenza della corte europea, così come è evidente che vi siano ancora piccoli ma fondamentali aggiustamenti possibili e auspicabili, ad esempio in tema di garanzie e assicurazioni per i progettisti, dove le regole vengono applicate determinando criticità applicative, anche per il mondo assicurativo, ma parliamo di ben altra cosa rispetto ad un intervento strutturato e ampio sul codice che getterebbe nel panico operatori e stazioni appaltanti".

Ed infine: “Permangono nel settore, peraltro, delle forti criticità, che porteremo all’attenzione della neo Ministra, e mi riferisco, da un lato, all’attuazione degli accordi quadro che, al momento, molto spesso rimangono inattuati, causando forti costi preliminari alle società, e, dall’altro, al tema, mai risolto e mai affrontato seriamente, delle tempistiche di assegnazione delle gare, che andrebbero contingentate in maniera stringente e cogente”.