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Cosa serve per rigenerare le nostre città?

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Cosa serve per rigenerare le nostre città?
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Se n’è parlato nel corso di un convegno organizzato a Roma dall’OICE, l’Associazione che riunisce le società di ingegneria e di architettura italiane aderente a Confindustria

La rigenerazione urbana sta assumendo un ruolo sempre più fondamentale nello sviluppo delle nostre città. Ma cosa serve per dare una spinta alla promozione e allo sviluppo di questi interventi?

Se n’è parlato nel convegno organizzato a Roma dall’OICE, l’Associazione che riunisce le società di ingegneria e di architettura italiane aderente a Confindustria, dal titolo “Rigenerazione urbana o consumo del suolo”, cui hanno partecipato i presidenti degli ordini degli ingegneri e degli architetti di Roma, Napoli e Milano, professori delle facoltà di ingegneria e architettura ed esperti giuristi di diritto urbanistica, oltre all’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Luca Montuori.

Il pensiero dell’OICE

Per il presidente Gabriele Scicolone “l’apporto del settore dell’ingegneria e dell’architettura è centrale per la migliore riuscita di interventi di business e di investimento, che devono essere gestiti tenendo conto delle plurime esigenze tipiche di ogni area urbana, da quelle ambientali, a quelle sociali e della digitalizzazione. Per fare questo OICE a partire da questo Forum intende svolgere un ruolo attivo e propositivo per un intervento normativo organico e non parziale”.

Per Valter Macchi, coordinatore regionale OICE per il Lazio e organizzatore del Forum, unitamente al coordinatore regionale per la Lombardia, Roberto Podda, e della Campania, Giovanni Kisslinger “questa prima occasione di dibattito, che vorremmo rinnovare per esplorare ulteriori avanzate strategie di riqualificazione, rigenerazione, valorizzazione e riappropriazione dello spazio urbano messe in atto nel nostro paese, ha fatto emergere che occorre intervenire in maniera organica con un quadro nazionale, andando oltre il parziale e insufficiente intervento previsto dal decreto-legge 'sblocca cantieri'. Bisogna inoltre mettere mano al regime dei suoli, trovando soluzioni corrette a temi molto complessi, avendo come obiettivo quello di creare le condizioni per lo sviluppo del mercato. L’OICE, dando seguito a quanto emerso nel Forum, nelle prossime settimane si metterà al lavoro per elaborare una proposta di legge per un testo unico che, sulla base delle esperienze virtuose di questi ultimi anni, possa essere utile all’interesse del Paese”.