Il settore delle costruzioni vive una fase di transizione, tra la frenata del 2025 e segnali più incoraggianti per l’anno in corso. A delineare il quadro è la nuova analisi regionale che mette a confronto l’andamento del comparto sul territorio nazionale e permette di cogliere differenze e tendenze delle diverse realtà locali.
Per il terzo anno consecutivo è stato pubblicato il documento “Scenari regionali dell’edilizia: un quadro d’insieme”, realizzato per accompagnare i singoli fascicoli dedicati alle regioni. L’obiettivo è rendere più immediata la lettura delle informazioni e consentire un confronto omogeneo tra i dati delle diverse aree territoriali.
Lo studio non si limita all’andamento economico e alle previsioni per il comparto. Tra gli elementi analizzati figurano anche l’attuazione degli interventi finanziati dal PNRR, lo stato di avanzamento della programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali europei e le caratteristiche del sistema produttivo delle costruzioni. Particolare attenzione viene riservata alla solidità economico-finanziaria delle imprese del settore.
Il tema dell’accessibilità alla casa
Un capitolo specifico riguarda l’emergenza abitativa, diventata una questione sempre più rilevante anche oltre le fasce della popolazione maggiormente fragili. Per il secondo anno consecutivo, il Centro Studi ha quindi sviluppato un indice dedicato all’accessibilità alla casa.
L’analisi interessa le 14 aree metropolitane italiane, considerate anche attraverso le rispettive cinture urbane. Un’impostazione che consente di valutare non soltanto i singoli capoluoghi, ma anche i rapporti territoriali e il livello di integrazione con i Comuni dell’hinterland.
Investimenti in costruzioni: i dati del 2025
Sul fronte degli investimenti, l’Ance indica per il 2025 una contrazione complessiva dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il dato deriva da dinamiche differenti tra i principali comparti.
Le opere pubbliche mostrano infatti una performance migliore delle attese, con una crescita del 21%, mentre prosegue la riduzione degli investimenti in manutenzione straordinaria, stimata al -18%.
La flessione interessa quasi tutte le regioni, con le eccezioni di Abruzzo e Umbria. Le variazioni negative vanno dal -0,2% del Lazio fino al -2,9% registrato in Molise.
Il 2026 è l’anno della ripresa
Le prospettive cambiano nel 2026. Secondo la previsione Ance diffusa a gennaio, gli investimenti in costruzioni dovrebbero tornare a crescere del 5,6% su base annua.
A trainare la ripresa saranno ancora una volta le opere pubbliche, per le quali è previsto un incremento del 12%, anche in relazione alla fase conclusiva degli interventi del PNRR. In recupero, seppure in misura più contenuta, anche la riqualificazione abitativa, attesa al +3,5%.
La crescita dovrebbe interessare tutte le regioni italiane: le variazioni previste spaziano dal +4,7% di Valle d’Aosta e Marche al +6,4% del Trentino-Alto Adige.