L’emergenza abitativa, le sfide del Pnrr e il futuro delle costruzioni tornano al centro del dibattito pubblico in un momento decisivo per il Paese. Tra risorse da sbloccare, immobili inutilizzati da recuperare e regole da semplificare, la partita della casa si gioca oggi su più fronti. Ed è proprio da qui che passa una parte importante della qualità della vita dei cittadini e della competitività del sistema economico. Cosa sta cambiando davvero? E quali scenari si aprono per i prossimi mesi?
Questi temi hanno dominato l’edizione invernale 2026 del Forum in Masseria, ospitata alle Terme di Saturnia, che ha visto la partecipazione del ministro Foti e della presidente Brancaccio. L’iniziativa, condotta da Bruno Vespa, ha riunito per due giornate rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell’imprenditoria e delle associazioni di categoria, offrendo un confronto serrato sulle principali priorità del settore.
Al centro dei panel, il nuovo Piano casa annunciato dal Governo, sul quale il ministro ha ribadito l’impegno a procedere rapidamente all’approvazione, sottolineando il ruolo strategico degli investimenti privati. Secondo Tommaso Foti, il pacchetto complessivo destinato all’abitare “può superare gli 8 miliardi, fermo restando tutti gli interventi che potranno esserci di natura privata”.
Un altro nodo riguarda il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato. “Ci sono 60mila immobili del patrimonio degli enti locali che non si stanno utilizzando perché’ hanno delle situazioni che ne precludono l’utilizzo. Questi fondi - ha osservato - possono servire a rendere riutilizzabili quegli immobili”, ha spiegato il ministro, evidenziando le potenzialità di un recupero sistematico.
Sul tema della governance, la presidente Ance, Federica Brancaccio, ha ribadito la necessità di una regia unitaria per superare la frammentazione delle competenze, che da anni rallenta l’efficacia delle politiche abitative. Per affrontare un’emergenza sempre più diffusa, ha ricordato, “servono misure di semplificazione urbanistica, incentivi fiscali e strumenti finanziari per attrarre capitali privati anche del risparmio delle famiglie”.
L’ultimo miglio del Pnrr
Ampio spazio è stato dedicato anche alla fase finale del Pnrr. Il ministro Foti ha annunciato l’arrivo imminente di chiarimenti operativi per gestire la chiusura del Piano, rispondendo alle sollecitazioni provenienti dal settore. L’obiettivo è fornire indicazioni omogenee alle stazioni appaltanti e ridurre il rischio di contenziosi.
In conclusione, Brancaccio ha invitato a “non disperdere gli sforzi fatti con il Pnrr che per mondo produttivo e stazioni appaltanti è stata una grande palestra da cui partire per gestire la partita dei fondi europei”, ricordando le storiche difficoltà dell’Italia nella capacità di spesa. Un patrimonio di competenze che ora può diventare una leva strategica per il futuro.
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