Cuneo fiscale: dove si pone l’Italia rispetto all’Europa?

Nella legge di bilancio 2019 sono stati ridotti i premi Inail pagati dalle imprese, fornendo condizioni di maggiore competitività al sistema delle piccole imprese. Sull’intervento di riduzione del costo del lavoro per le imprese si è svolto un confronto nel corso dell’incontro tra il Ministro Di Maio e i vertici di Confartigianato.

Gli interventi sul costo del lavoro sono di particolare rilevanza in un contesto che evidenzia che, nel confronto internazionale, il cuneo fiscale sul costo del lavoro dipendente nel 2017 per l’Italia è pari al 47,7%, di 11,8 punti superiore alla media dei paesi avanzati (35,9%) ed il terzo più alto dopo Belgio (53,7%) e Germania (49,7%). Il cuneo fiscale in Italia è la composizione del 16,5% di imposte su redditi da lavoro dipendente, del 7,2% di contributi sociali a carico del lavoratore e del 24,0% di contributi sociali a carico del datore di lavoro, voce che da sola rappresenta la metà (50,3%) del cuneo fiscale.

Gli interventi di decontribuzione assumono grande rilevanza in una fase congiunturale negativa in cui si registra un aumento del costo del lavoro, trainato dall’andamento della componente fiscale: nel terzo trimestre del 2018 il costo del lavoro sale del 2,2%, con un contenuto dinamismo delle retribuzioni lorde che salgono dell’1,3%, mentre crescono addirittura del 4,7% gli oneri sociali. Si tratta dell’aumento più rilevante degli ultimi sette anni. Per le piccole imprese questo incremento degli oneri sociali, su base annua, vale 1,2 miliardi di euro di maggiore costo del lavoro.

Come ben evidenziato dall’analisi nell’ultimo Rapporto sul mercato del lavoro, frutto della collaborazione tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, gli incentivi contributivi nelle micro e piccole imprese determinano un maggiore effetto sull’occupazione dato che “per le piccole imprese l’agevolazione, se rilevante, assume un significato di sostanziale abbattimento del costo del lavoro complessivo (...). Questo comporta che le piccole imprese siano particolarmente “sensibili”, nelle loro strategie di assunzione, all’entità delle agevolazioni”.

Sul fronte dell’occupazione va sottolineata la buona performance dell’apprendistato, evidenziata in una nostra recente analisi: negli ultimi dodici mesi, si contano 292 mila assunzioni di giovani apprendisti, pari a 1.165 per ogni giornata lavorativa, in crescita del 9,1% nei primi nove mesi del 2018.