Da Finco 4 misure per la messa in sicurezza sismica del Paese

Edilizia di Marco Zibetti
Il primo provvedimento da adottare è la stabilizzazione - o almeno la proroga al 2030 - della detrazione fiscale del 65% per gli interventi di securizzazione sismica (e di riqualificazione energetica)

“Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri per segnalare la nostra piena disponibilità a collaborare al Piano Casa Italia - afferma Carla Tomasi, Presidente Finco -, allegando una bozza di progetto ‘Per un’Italia più bella e più sicura’ (che in parte riprende il precedente ‘Abbattere per ricostruire’), che a suo tempo formulammo come Federazione e che trattava dei temi inerenti la sistematica messa in sicurezza del territorio e la relativa manutenzione (inclusi i beni culturali). In esso, tra l’altro, si ipotizzava una ‘due diligence’ del costruito, onde rilevare lo stato di sicurezza sismico dei fabbricati. Occorre rimboccarsi le maniche, senza cedere a demagogismi sempre inadeguati ma mai come in questo momento, come quello che vedrebbe la riforma degli appalti come ritardante la ricostruzione, riforma che anzi può e deve costituire un’occasione per mettere fuori mercato le imprese poco serie”.

“La Federazione e le sue articolazioni merceologiche e produttive - continua la Presidente Tomasi - sono pronte a prestare la collaborazione che le autorità preposte ritenessero eventualmente di richiedere, sia sotto il profilo di tipologie di soccorso più immediato (vedi, ad esempio, quello stradale e di ausilio al movimento), sia quello prevedibile in un secondo momento sotto il profilo della ricostruzione e del restauro, fruendo delle competenze delle sue Filiere Industriali della manutenzione, dell’involucro, del sottosuolo, dei beni culturali, delle macchine ed attrezzature da cantiere, etc.”

“I quattro passi che potrebbero almeno attenuare tragedie immani come quella dello scorso 24 agosto - conclude la Presidente - sono a nostro parere i seguenti:

1) Rendere stabile - o in subordine prorogare al 2030 - la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di securizzazione sismica (e di riqualificazione energetica).

2) Estenderne l’applicazione - come da tempo segnaliamo - anche alle zone sismiche 3 e 4 (o a tutte e sei se nella nuova classificazione passeranno da 4 a 6).

3) Rendere, in determinati casi, obbligatoria l’assicurazione del fabbricatoportando in detrazione le relative spese, data l’ingentissima pressione fiscale che grava sulle proprietà immobiliari, non solo a livello di singolo manufatto ma anche di blocco o condominio attraverso maggioranze semplificate.
Ad esempio nel caso di fabbricati antecedenti al 1974, anno di pubblicazione della Legge 64 che recava provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
Deve essere predisposta una polizza assicurativa standard che garantisca i proprietari di immobili, uffici ed aziende di non incorrere in franchigie, esclusioni o altre eccezioni inappropriate o vessatorie.
Il costo dovrebbe essere comunque calmierato tenuto conto delle numerosissime polizze che potrebbero essere sottoscritte dagli Istituti assicurativi. Per lo Stato, la maggiore spesa sarebbe infinitamente minore di quella del recupero ex post e forse potrebbe essere percorsa l’idea di avvalersi di Fondi Europei.
Questo al di là del lavoro che si genererebbe.

4) Licenziare finalmente
- e lo abbiamo più volte sottolineato in precedenza con lettere e note ufficiali - l’adeguamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, che non hanno ancora visto la luce”.


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